L’hydrofoil più forte delle bonacce. Chiuso il periplo della Sardegna

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Domenica 18 giugno i kiter Enrico Giordano e Luca Marcis sono atterrati sulla spiaggia del Poetto di Cagliari di fronte a un pubblico festante che li ha acclamati come due “signori del mare”. Sulla loro scia hanno infatti tagliato come burro circa 500 miglia di acqua salata a bordo dei loro hydrofoil seguendo il periplo della Sardegna in senso antiorario. Un’avventura moderna e un ambizioso progetto il loro, che dopo questa prima edizione pilota tornerà sicuramente il prossimo anno e sarà aperto a tutti.

Quando arrivano finalmente sulla spiaggia del Poetto di Cagliari le facce di Enrico Giordano e Luca Marcis sono l’immagine della felicità. Quella che non si può descrivere a parole perché è fatta di carne, cuore e anima. Sono lì i mezzo a quegli abbracci, a quei sorrisi, a quelle grida di euforia della gente e degli amici che li accolgono e li stringono, ma sono anche lontani, in alto, lassù dove li ha portati questa avventura di mare e di kitesurf, un sogno i cui contorni hanno immaginato appena qualche mese fa e che con ingegno, forza di volontà e tante ore di lavoro sono riusciti a rendere realtà.

Ora si godono la festa naturalmente, ma sotto quei sorrisi larghi e beffardi di fanatici surfer sanno che non è stato affatto facile questo periplo della Sardegna in Hydrofoil. L’idea di circumnavigare la Sardegna in senso antiorario con partenza e arrivo a Cagliari a  bordo di due kitefoil sulla carta era tanto affascinante, quanto una scommessa con la natura.

Kitefoiling Around Sardinia: una scommessa con la natura

Tutto era affidato alle incredibili prestazioni di queste “macchine del vento” che sono gli Hydrofoil, tavole dotate di speciali appendici che permettono di sollevarsi a pelo d’acqua e planare praticamente senza attrito a velocità pazzesche. Attrezzature che abbinate a kite gonfiabili di varie misure hanno una grande versatilità e permettono di navigare anche nei venti più leggeri percorrendo lunghe distanze. Tecnologia contro natura dunque e in mezzo l’uomo, cioè loro Enrico e Luca, che in tutti questi mesi si sono allenati, sono usciti in tutte le condizioni, hanno passato ore in palestra, hanno studiato il meteo, pianificato la rotta e organizzato il team di supporto che li avrebbe seguiti per ogni tappa di questa impresa.

Il Kitefoiling Around Sardinia, questo il nome dell’iniziativa sponsorizzata tra gli altri da Nokia, voleva racchiudere tutto questo: un’avventura sportiva, una sfida con il mare, una prova di resistenza estrema, un viaggio attorno una delle isole più belle del Mediterraneo. E così è stato, ma come spesso accade quando i sogni si avverano, la realtà è sempre più dura e forse anche per questo più affascinante della fantasia.

Una lunga cavalcata tra vento e bonacce

Partiti il 9 giugno dal Circolo Windsurf Cagliari, Luca ed Enrico a cavallo dei loro puledri hi-tech di vetro e carbonio spinti dalle ali F-One hanno dovuto affrontare i capricci del vento che in questo periodo di stagione propongono venti sostenuti, ma soprattutto clamorose bonacce, quelle piatte di vento nemiche dei velisti contro le quali anche un kiter di ultima generazione come loro deve combattere a denti stretti e cuore aperto. E le loro battaglie più estreme Enrico Giordano e Luca Marcis le hanno affrontate soprattutto nel Golfo di Orosei, lungo la costa dell’Ogliastra e nel Nord Sardegna, tra la zona di Santa Teresa e Castelsardo. Lì questi due atleti si sono veramente testati a livello di nervi e spirito da guerrieri. Altro che i test medici a cui li ha sottoposti il Dipartimento di Fisiologia dello Sport diretto dal Professor Crisafulli dell’Università di Cagliari!

Poi però il vento è tornato e pure forte, allora la loro cavalcata è stata memorabile, come quella nella tappa da Castelsardo a Bosa o quella da Bosa a Capo Teulada o ancora quella tutta di bolina, da Teulada a Cagliari. Loro a planare e godere, gli altri, il pubblico che li seguiva da casa sui social, a immedesimarsi con quel volo a pelo d’acqua magico, mentre i fan più tecnici che contavano le miglia sul track Gps a vederli così andare a tutta, finalmente ricominciavano a respirare.

Il passaggio di testimone con il Centro Velico di Caprera

A sostenere e accogliere Luca ed Enrico durante la loro circumnavigazione dell’isola ci sono state tante persone che nelle soste a terra gli hanno permesso di riposarsi, rifocillarsi e mantenere la concentrazione. Uno di questi veri e propri pit stop “Made in Sardegna” è stato quello presso il Centro Velico di Caprera, storica scuola di vela con sede nella meravigliosa isola del Parco di La Maddalena: un momento davvero bello dove la tradizione marinaresca ha accolto e passato il testimone della cultura nautica e della navigazione al futuro, agli Hydrofoil, a quelle straordinarie e avveniristiche “macchine del vento”.

Luca ed Enrico in realtà non sono il futuro, perché l’Hydrofoil è quanto mai il presente del kite e della vela, però al futuro ci pensano: quest’anno hanno creato un format che sulla base di questa prima esperienza può diventare un evento aperto a tutti, già a partire dal 2018. Noi di Kitesoul, mediapartner di questa bellissima impresa sportiva, ci crediamo. Nel frattempo salutiamo Luca ed Enrico e gli facciamo i complimenti per aver avuto il coraggio di sognare planando felici tra il cielo e il mare.

David Ingiosi