Vi spiego perché alla Traversata 2017 dovete esserci

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La Traversata quest’anno non sarà solo una delle competizioni più dure ed estreme nel panorama internazionale del kiteboarding, ma una festa del mare per tutti. Oltre 50 gli iscritti alla gara, la festa dei 10 anni, tante emozioni che si ripetono sempre più entusiasmanti. Lo racconta chi già l’ha fatta e ancora ce l’ha nel cuore.

Manca ormai poco più di un mese alla Continent-Island GPS Race, alias la Traversata, regata internazionale long distance che si disputa dal 26 al 30 luglio attraverso lo Stretto di Messina con partenza da Reggio Calabria. Il punto di forza di questa gara unica è che vede ogni anno sfidarsi insieme kiter, windsurfer e velisti su un percorso di 23 km. Non è una regata qualunque, ma una prova estrema di endurance che tra l’altro nel 2017 festeggia i 10 anni e che ad ogni edizione attira sempre più rider, sia coloro che non l’hanno ancora fatta e chi invece si è già schierato al via e vuole tornare per rinnovare le emozioni provate.

È il caso per esempio di Giuseppe Cotroneo, rider di 21 anni che nel 2016 ha preso parte a questo evento per la prima volta con grande soddisfazione. Sentite cosa ha provato e perché anche quest’anno tornerà a schierarsi al via.

Ho vinto con C-Kite e twintip, per me è stata una goduria

“Per me lo scorso anno è stata la prima partecipazione all’evento e che dire, è stato fantastico e soprattutto molto adrenalinico. La mia attrezzatura non è certo il massimo per questo tipo di competizione, uso C-kite e una tavola twin-tip prettamente Freestyle, ma ho solo questo, quindi mi sono accontentato. Il percorso, lungo più o meno 11 miglia (21 km), ha come partenza il lungomare di Reggio Calabria, location secondo me perfetta in quanto facilmente raggiungibile da tutti e perché si è proprio di fronte alla città di Reggio, quindi offre un grande spettacolo a tutti i passanti e ai turisti che si trovano lungo la costa durante il periodo estivo. Si procede verso la costa sicula, vicino il porto di Tremestieri, effettuando un giro di boa, per poi ritornare al punto di partenza. Tutti noi partecipanti avevamo uno smartphone, con un particolare software che permetteva di registrare in tempo reale posizione e velocità di ogni singola persona. Come ci è stato spiegato prima della partenza, l’evento avrebbe subito delle modifiche rispetto alle scorse edizioni: non si aveva più il gommone in testa al gruppo che avrebbe fatto la rotta, bensì a terra sono state date delle indicazioni e dei punti di riferimento da seguire e una volta partiti si sarebbe dovuto fare affidamento su di loro, fino ad arrivare alla boa che si trovava proprio sulla costa opposta. Quindi una difficoltà in più e l’orientamento in una situazione del genere è fondamentale. Fino a prima della partenza sono stato indeciso su quale kite montare, la mattina il vento sembrava bello teso quindi ho fatto qualche bordo con la 9 metri e sembrava la misura giusta, intorno alle 12 invece era sceso un po’ e visto che la mia misura più grande era il 13, quindi un bel po’ di differenza, restava l’indecisione su quale armare. Alla fine ho scelto la 13 metri e non me ne sono pentito, anche se devo dire che in mezzo allo Stretto un po’ di fatica l’ho fatta viste le raffiche anche di 25 nodi, ma comunque le gambe hanno retto vista l’età e l’allenamento preventivo. Al giro di boa in testa al gruppo c’era l’amico Andrea Pregnolato e io, il resto della flotta rimaneva un po’ più distante. Fino a qualche chilometro prima dell’arrivo la lotta era dura fra me e Andrea, il quale ad un certo punto ha confuso l’arrivo e invece di continuare a bolinare è partito per un traverso. La fortuna quindi mi ha aiutato e ho concluso la traversata con un anticipo di quasi 3-4 minuti rispetto al secondo, arrivando primo assoluto con la mia twintip prima di race e surfini. Naturalmente l’esperienza mi è piaciuta e non vedo l’ora di prendere parte alla prossima Traversata, anzi siete tutti invitati, più si è e più ci si diverte”.

Insomma le parole di Giuseppe trasudano tutte le emozioni di chi ha raccolto la sfida della Traversata da rider normale con però quella voglia di mettersi in gioco su un campo di gara difficile, sperimentare nuove sensazioni e divertirsi. Per noi di Kitesoul, media parner di questo bellissimo evento, questo è l’approccio giusto e speriamo di vedervi in tanti sulla scia di Giuseppe, o magari davanti a lui!

David Ingiosi