Il kitesurf ancora sa di sale per fortuna, non di cloro

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L’impatto dei parchi di onde artificiali sull’evoluzione del surf sarà sempre più importante ma al momento non coinvolge minimamente i kiter che per fortuna non corrono il rischio di trasformarsi in surfisti da piscina.

I parchi di onde artificiali a misura di surfista stanno ormai dilagando in tutto il mondo. Sempre più grandi, accessibili ed efficienti. Nel gennaio 2017 l’azienda spagnola specializzata in piscine e parchi acquatici Wavegarden ha annunciato di avere appena sviluppato una nuova tecnologia in grado di creare 1.029 onde all’ora, il che equivale a oltre 16 onde al minuto. Pur volendo mantenere il brevetto ancora segreto, i tecnici iberici hanno aggiunto che l’innovativo sistema permetterebbe di ottenere onde alte fino a 2,10 metri che solcherebbero le vasche per una durata di circa 18 secondi. Il progetto, chiamato The Cove, farà il suo debutto nei prossimi mesi in Australia quando i primi impianti di parchi acquatici per surfisti dotati di questa avveniristica tecnologia faranno la loro apparizione nelle città di Sydney, Melbourne e Perth sotto il marchio Urbnsurf.

Ebbene, come si evolverà il surf artificiale? Si può tranquillamente immaginare che nel prossimo futuro intere generazioni di surfisti, lontani magari centinaia di chilometri dalla prima spiaggia affacciata sull’oceano, sfrutteranno questi simulatori a pagamento per allenarsi a qualsiasi ora, alla faccia del meteo, delle stagioni e della cultura del mare. Fare surf sarà come andare in palestra. Niente giornate intere spese a scandagliare i bollettini in cerca della prossima swell, niente viaggi a macinare chilometri lungo costa per cercare l’onda migliore, niente periodi passati a esercitare la vera arte di un surfista, che è la pazienza. I nuovi surfer al cloro entreranno in una qualunque piscina, cavalcheranno per una o due ore centinaia di onde, tutte uguali, tutte perfette e diventeranno dei fenomeni.

Succederà nel surf quello che è successo nel free climbing con l’avvento delle pareti artificiali e le strutture indoor grazie alle quali oggi un ragazzino di 12 anni…

David Ingiosi

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