Lago di Baikal: un tipo diverso di paradiso

    0
    79

    Prima di cominciare, voglio che sappiate che non voglio raccontarvi la storia di un viaggio perfetto. Non si tratta infatti di un viaggio in un’isola remota con vento, sole, palme e acque cristalline. Posti come questi sono belli ma li abbiamo già visti. Questa volta stiamo cercando qualcosa di diverso. Un tipo diverso di paradiso. La bellezza si manifesta in molti modi e l’abbiamo trovata in Russia. Per alcuni potrebbe essere più o meno appagante, ma sicuramente ne è valsa la pena.

    Quando sono arrivate le prime e-mail raccontavano del lago Baikal, il più profondo al mondo e situato nel mezzo della Russia. Chi non sarebbe stato entusiasta di un’idea simile? La Russia è un paese di cui so molto poco e in generale la Siberia non era mai stata nella mia lista di luoghi da visitare. Ma neanche per poco. Sono andato avanti e fatto delle ricerche su Google. Vedendo soltanto alcune foto la costa mi ha intrigato.

    Nel viaggio oltre a me c’erano Aaron Hadlow, Stefan Spiessberger, Craig Cunningham, Francesca Bagnoli, Artem Garashenko. Quindi la nostra solita media crew: Toby, Chris, Carlos e Tommy il boss.

    Posti nuovi: mai fidarsi dei locali

    Artem era la nostra guida, è stato già diverse volte sul luogo e si è preso cura di organizzare la logistica del viaggio. Nelle settimane prima della partenza ci ha avvisato del freddo e delle condizioni difficili che avremmo incontrato, quindi abbiamo organizzato il bagaglio con mute pesanti e abbigliamento da neve. Negli anni il nostro caro amico fotografo Vincent Bergeron ci ha sempre ripetuto “Non fidatevi mai dei locali. Mai”. Ancora una volta questa frase si è rivelata vera. Quando siamo atterrati in Russia il tempo era migliore di quanto ci aspettassimo: sole e circa 30 gradi di temperatura.

    Quando osservate il lago Baikal sulla cartina vi accorgete di quanto abbia una forma stretta e lunga: lungo 636 km e largo 79. In inverno l’acqua gela e forma uno strato di ghiaccio così spesso che ci si può guidare sopra con la macchina. Ma in estate bisogna passarci tutt’attorno. Quando siamo arrivati Artem ci ha illustrato l’area e descritto i due spot principali. Uno era sulla bocca del fiume, l’altro aveva una chiesa come sfondo. Entrambi erano situati a circa 6 ore da Irkutsk, sulla sponda opposta del lago. Stavamo per passare due settimane in questo posto, quindi ci siamo stabiliti nella periferia di Irkutsk, la città principale.

    Portare il rail: ci serve una gru!

    Durante la prima settimana le previsioni davano vento leggero. Artem ci ha portato allora al Cable Park per incontrare la comunità locale di rider. Ci hanno accolto con calore. Sono state scattate foto e firmati cappelli, tavole e anche kite.

    Quando siamo arrivati a Irkutsk il nostro contatto Mikhail, aveva organizzato di farci costruire un rail a nostro piacere con dei saldatori del luogo. Non è per nulla facile costruire un ostacolo per il kite: deve essere veloce da assemblare e da spostare e grande abbastanza. Quando siamo arrivati al cantiere erano lì: cinque pezzi, ognuno troppo pesante per essere spostato solo da noi. Per nostra fortuna Mikhail era il nostro uomo, ci ha organizzato un camion con una gru per portare il rail dove volevamo. Ci ha salvato il culo!

    La prima tappa è stata sullo spot alla bocca del fiume. Le speranze di avere un buon vento erano molto esigue, ma abbiamo deciso di andare comunque a vedere. Due ore di strada asfaltata, quindi altre quattro su una pesante attraverso un territorio verde pieno di sassi fino alla striscia di sabbia nei pressi del lago. O meglio una sabbia dura come una pietra. Nonostante questo era uno spot da sogno. Era assurdo: pietre invece di sabbia, piante grasse invece che palme, cavalli selvatici e acqua trasparente. Abbiamo aspettato tutto il pomeriggio che soffiasse il vento ma alla fine è arrivata solo una brezza che ci ha permesso di fare una veloce uscita con il foil.

    La nostra 4×4 ci lascia in panne 

    Finalmente il vento ha cominciato a soffiare ma sulla sponda opposta del lago ed è lì che siamo andati. Il gruppo si è diviso in tre macchine . Purtroppo le 4×4 che si possono noleggiare a Irkutsk hanno più di mezzo milione di chilometri nelle ruote. Così dopo appena un’ora una delle vetture è andata in panne. Artem ha preso subito il controllo della situazione e dopo un giro di telefonate e una discussione piuttosto accesa ci ha detto: “dobbiamo aspettare”. E così abbiamo fatto: un’ora, due ore, tre ore. Abbiamo deciso di andare in un bar sulla strada. Il tipo di locale con gli orsi impagliati appesi al muro. Poi finalmente è arrivata la macchina di sostituzione. Era una Range Rover, ma ci hanno detto che quel tipo di macchina poteva essere noleggiata solo con l’autista. Era un pazzo. Tute le strade sono a una sola corsia e molto ventose. Non c’è modo di effettuare un sorpasso. Eppure lui in qualche modo c’è riuscito. Il suo timing è stato perfetto: uno, due secondi più tardi e avremmo perso il nostro boss e la media crew in un incidente frontale con un camion. I ragazzi gli hanno detto di andare piano e rallentare ma non era facile comunicare con lui. Oppure erano gli shot di vodka che beveva per tutto il tempo? Abbiamo provato a stargli dietro ma erano troppo veloci per le nostre macchine. Dopo circa 8 ore che eravamo partiti siamo arrivati sullo spot.

    C’erano due ostelli nel villaggio, una drogheria e un ristorante. L’ostello migliore era pieno e l’unica alternativa per noi era di passare la notte in una stanza sopra il ristorante. Penso che eravamo tutti d’accordo che quelli erano i peggiori letti dove avessimo mai dormito. Se si possono chiamare letti. Fa parte dell’avventura ovviamente e di scoprire culture diverse. Ti fa capire quanto siamo abituati e e legati ai piccoli comfort, come letti confortevoli e diverse opzioni di cibo. Detto questo non era certo quello che aspettavamo dopo 8 ore di guida.

    Polpette di carne a colazione?!

    Il giorno successivo abbiamo fatto colazione nel ristorante. A quel punto non avevamo ancora realizzato che avremmo mangiato lo stesso cibo per i successivi 4 giorni. Polpette di carne. Il che potrebbe sembrare uno scherzo: colazione, pranzo e cena. Avremmo avuto anche insalata e zuppe ma quello era il pasto principale: con salsa di pomodoro, con pasta e nella zuppa. Ne4 abbiamo mangiato tre portate a testa. Almeno il costo totale era di 20 dollari per tutto il gruppo.

    Poi ci siamo sbrigati a montare lo slider prima che cominciasse a soffiare il vento. Ci è voluto un po’ di tempo. Le pipes non erano perfettamente allineate quindi abbiamo dovuto grattarne via la superficie con un coltello. Quando è arrivato il vento il gioco ha avuto inizio. Abbiamo diviso il gruppo in modo da essere produttivi al massimo: alcuni giravano il video sullo slider mentre gli altri si dedicavano al photoshooting di Freestyle. We rushed to setup the slider before the wind came in. It took us a while. In questo tipo di lavori c’è sempre una lista di azioni che hanno la priorità. Specialmente quelle di navigazione. Fare la foto, girare il video, trovare l’angolo giusto in acqua, girare una piccola clip con il drone e il gioco è fatto. Dopodiché si comincia a smanovrare seriamente.

    Big Air e Megaloop session

    È stato buono come primo giorno di azione, abbiamo trovato le linee giuste sul rail e i ragazzi del Freestyle hanno chiuso quasi tutte le manovre. Il giorno dopo è arrivata una tempesta. Era nuvoloso, freddo e pioveva. Ci siamo dedicati a una session di Big Air e Megaloop. Poi nel pomeriggio siamo andati in spiaggia. Era molto freddo ma siamo rientrati in acqua con kite più piccoli ridendo per la maniera in cui volavano veloci nella finestra del vento e abbiamo girato altre clip. Al tramonto il sole è apparso tra una nuvola e l’altra. Era molto bello nelle foto. Poi il meteo è cambiato e il vento è finito, ma noi siamo rimasti nei dintorni a cercarne un rimasuglio da Nord.

     

    Il nostro paradiso: kite, falò e pesce grigliato

    Quindi siamo tornati a guidare. Quattro ore per raggiungere una spiaggia in cui le mucche si bagnavano sulla riva del lago. C’era una leggera brezza on shore. Troppo poco. Siamo tornati indietro, abbiamo smontato lo slider e ci siamo diretti Irkutsk. Eravamo a metà della seconda settimana. Con un paio di session sulle spalle. Tutte le nostre speranze ripiegavano in quel solo giorno di vento previsto. Abbiamo fatto i bagagli e ci siamo rimessi sulla strada sterrata e piena di buche e sassi. Ci siamo sistemati in un posto, mangiato pesce di lago per cena e andati a dormire presto. All’alba c’era già venti e noi eravamo pronti. Abbiamo fatto colazione e siamo andati allo spot. C’erano 20 nodi, sole e acqua piatta. Era il nostro paradiso dopo tutta quella strada. È stato epico, abbiamo chiuso i trick, girato i clip e ci siamo divertiti. Abbiamo girato fino a che i nostri corpi ce lo hanno permesso, abbiamo rimontato lo slider. Il nostro lavoro era fatto. Ancora un giorno e saremmo stati lontano da lì.

    Ognuno di noi non vedeva l’ora di tornare a Irkutsk per mangiare un piatto decente e bere qualche drink. Neanche un minuto e una delle macchine si è rotta. Dannata strada sterrata. Niente campo. Artem ha preso il controllo, si è messo in macchina fino ad avere campo nel cellulare e fatto una chiamata. A nessuno frega nulla di noi. È il weekend. Un signore di passaggio si è offerto di rimorchiare la macchina con il suo truck in cambio di una mancia. Tipo 100 chilometri su quella strada pazzesca. La corda di traino si è rotta diverse volte. Siamo arrivati al ristorante passata la mezzanotte. Mangiato e bevuto. Il guidatore pazzo si è preso un milk shake alla fragola. Poi siamo andati a casa e dormito come sassi. Era bello. Tutto finito, il lavoro era fatto.

    Il giorno dopo nel transfer per l’aeroporto alle 3 del mattino buchiamo una gomma. L’autista la cambia ma la macchina cade durante l’operazione: risultato disco del freno rotto. Abbiamo trovato un’altra macchina. Poi finalmente il check in con 100 dollari da pagare per l’attrezzatura. Decollo. Arrivederci Russia. Alla prossima!

    Noè Font

    a cura di David Ingiosi

    Foto: Toby Bromwich

    Guarda il video: