Scegliere il trapezio giusto: una guida per non fallire (2° parte)

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Nauticexpo

Dopo aver spiegato le differenze tra i modelli Waist e Seat, approfondito le caratteristiche del gancio e dato alcuni consigli su come si testa un trapezio nella prima parte di questa guida, proseguiamo ora affrontando le taglie, il design, l’ergonomia e il tipo di supporto del nostro fedele compagno di uscite.

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 Le taglie sono relativamente indicative purtroppo, proprio perché una “M” non è sempre identica: non solo differisce fra i diversi produttori, ma anche per lo stesso produttore su modelli differenti si è notata una vestibilità molto differente. Infine una “M” indossata da una persona molto magra e una più grassa veste ovviamente in modo completamente differente. Avrebbe forse più senso visionare le tabelle delle misure che alcuni produttori forniscono.

Purtroppo ci sono discordanze notevoli fra un supposto “standard” e la realtà della morfologia umana, sempre troppo variegata. Ad esempio, osservando la tabella in oggetto, io peso 87 Kg e per il peso dovrei indossare una “XL”, ma sono alto 1,88 e allora dovrei indosssare una “XXL”, ma ho una circonferenza toracica di 94 cm e allora dovrei indossare una S e con una circonferenza in vita di 88 cm dovrei usare la “L”. Qual’è la mia taglia esatta? Alla fine è la “M”.

Occhio alla taglia, meglio le misure

Spesso si sente sulla spiaggia il tipico discorso da bar: “Questo trapezio non va bene, quell’altro va benissimo, etc”. Tali preferenze sono legate alla vestibilità corretta dello stesso, ad esempio un trapezio che sale sulle costole viene tacciato di essere scadente perché solitamente e quasi sempre chi lo ha scelto non ha saputo valutare correttamente la taglia, magari proprio perché non ha avuto la possibilità di provarlo prima.

I colori hanno sempre il loro fascino, possono esprimere tranquillità o aggressività, gioia o pessimismo, per molti però sono un dettaglio e concentrano la loro scelta su parametri più concreti. Per alcuni invece i colori rappresentano il solo parametro di scelta e ovviamente non è il massimo scegliere un trapezio solo per il colore.

Stesso discorso per il design: può essere semplice e minimalista, oppure ricercato; taluni preferiscono il liscio, altri le termoforme più aggressive.

Il trapezio va scelto in base all’utilizzo

L’elemento su cui ragionare quando si deve scegliere il trapezio è semplicemente il tipo di utilizzo primario a cui è destinato: Wave, Freestyle, Freeride, Race, etc. Se non volete comprarne più di uno e vi dedicate a tutte le specialità dovrete sceglierne uno all round, mentre se siete specializzati ad esempio nel Wave dovrete cercarne il modello ad hoc.

Due elementi da valutare: profilo e supporto

Una volta scelto il modello Waist o Seat, i successivi elementi da valutare sono se lo volete morbido, medio o rigido, con poco o molto profilo e infine con poco o molto supporto. Ci si chiede spesso nella pratica qual’è la differenza fra i vari modelli e spesso si fa confusione nella valutazione inserendo troppe variabili. In realtà è molto semplice: la valutazione dovrebbe avvenire, oltre che per le caratteristiche descritte dai singoli produttori, che sono un notevole ma secondario “plus” di supporto per la scelta finale, soprattutto in base ai due paramentri basici, profilo + supporto.

Il profilo corrisponde a quanto è “alto” o “basso” lo shape del trapezio. Più è alto e maggiormente vi sentirete la schiena supportata e comoda. Il “prezzo” da pagare per una scelta di questo tipo è una leggera limitazione di movimento dovuta alla resistenza del profilo stesso, problema sentito dai freestyler estremi o dai waver.

La grandezza del profilo ha una correlazione intrinseca con il supporto, ovvero di quanto vi sentite appoggiata la schiena durante la navigazione. È ovvio correlare un profilo alto a un maggiore supporto. Tuttavia il supporto non dipende solo dal profilo, ma anche dalla rigidità o flex del supporto fornito.

Il supporto riguarda due zone precise: la schiena (zona centrale posteriore) e i fianchi (zone centro-laterali destra e sinistra). Per capire a fondo come si concretizza il supporto possiamo fare un esempio: basta immaginare di sedervi su una sedia con lo schienale alto e una con quello basso e capirete la differenza di supporto. Oppure fra due sedie della medesima altezza, ma una rigida e dura e l’altra imbottita e morbida. In quest’ultimo caso si può avere idea anche del concetto di flex.

Il supporto cambia in base allo shape

Il tipo di supporto per la schiena può essere individuato rapidamente osservando con attenzione lo “shape” del trapezio. Si possono distinguere tre tipologie di supporto:

– Alto. Guardando il trapezio lo si nota molto verticalizzato. Un supporto di questo tipo fornisce maggiore comfort, in virtù del fatto che c’è maggiore zona della schiena appoggiata contro una resistenza. Quindi se le “contorsioni” che fate in aria sono con gradi di escursione elevati avere un trapezio con troppo supporto può essere controproducente. Se invece state in acqua 6 ore averne uno con molto supporto aumenta il comfort e di conseguenza la durata dell’uscita.

– Medio. Il trapezio risolta all’occhio molto proporzionato. L’utilizzo di questa tipologia è un buon compremesso per tutti gli usi.

– Basso. Il trapezio appare molto compatto e sbilanciato verso il basso come forma. Concede una perfetta libertà di movimento, a fronte di un minor supporto lombare e di un precoce affaticamento.

La distribuzione del supporto

A compliare ulteriormente queste distinzioni si deve considerare che, a parità di altezza di supporto, bisogna osservare in che modo è stato distribuito il sostegno. Ad esempio alcuni shape di trapezio possono avere un supporto maggiore nella parte alta, minore in quella media e nullo in quella bassa per non limitare troppo i piegamenti frontali. Insomma se osservate attentamente lo shape di un trapezio potete capirne molto, ma se non lo “toccate” e piegate con le mani non capirete molto altro.

I vari modelli possono sembrare simili anche a livello di design posteriore, invece differiscono anche per i supporti laterali.  Ad esempio per il wave il “taglio” del trapezio può apparire simile agli altri nella parte posteriore, ma se si osserva il taglio laterale si noterà minor supporto per non ostacolare eccessivamente le torsioni.

Rigido o morbido? Ce lo dice il flex

Il flex correlato alla rigidità del materiale con cui viene offerto il supporto. Molti associano un maggiore spessore a una rigidità maggiore. L’equazione in realtà non è sempre vera poiché il grado di resistenza del materiale impiegato per l’imbottitura non ne definisce per default la rigidità, anzi spesso è il contrario.

Una rigidità maggiore e quindi poco flex hanno indiscutibilmente tre importanti vantaggi, soprattutto nei modelli Waist: il primo è che la trazione viene scaricata in modo uniforme su tutta la schiena, quindi con minor pressione generale in zone di scarico indesiderate, essendo la rigidità indeformabile per definizione. In sostanza i kg scaricati su ogni cm in un trapezio rigido, sono minori di trapezi più morbidi dove si creano zone di scarico, in base alla conformazione della schiena del rider e al design del trapezio, molto traumatiche e a volte responsabili di protusioni o altre patologie dorsali. Il secondo vantaggio è che una struttura più rigida non schiaccia il kiter, lascia libere costole e polmoni e quindi dà sensazioni di maggiore libertà e movimento. Infine c’è da considerare il minor peso e le dimensioni più contenute. Un trapezio di questa tipologia può pesare anche il 30 per cento in meno di uno tradizionale ed essere più piccolo e compatto. Questo perché non si ha bisogno di dimensioni maggiori per scaricare la trazione poiché la stessa viene assorbita dalla struttura rigida. Basta guardare i trapezi Ride Engine per capire il concetto.

In viaggio sempre con due trapezi

La combinazione dei diversi valori possibili fra supporto e flex definisce il tipo di utilizzo finale. Il che significa che se, ad esempio, anche avete comprato un trapezio ottimizzato per il Freestyle e ci fate Wave (o viceversa), state utilizzando una Ferrari in pieno centro a Milano in ora di punta o se preferite una cinquecento sulla pista di Monza: sempre in macchina andate, ma non al meglio.

Da sempre sostengo che non è sbagliato viaggiare, soprattutto all’estero, con 2 trapezi, sia perché se si perde, lo rubano o si rompe ne avete un altro, sia perché in base alla specialità che farete quel giorno avete la scelta ottimale per performare al meglio.

Chiaramente se volete avere un trapezio solo, fate un pò di tutto e accettate compromessi, la scelta migliore è sui trapezi Freeride o su un trapezio come Jay dal flex regolabile.

Renato Casati

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