Kite and the City

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Quando penso a uno spot dove uscire in kite immagino spesso lunghe spiagge, un paesaggio tropicale, di montagna o orizzonti a perdita d’occhio. Qualche settimana fa un’esperienza unica mi ha portata a veleggiare con uno scenario completamente diverso, uno scenario urbano, niente di meglio della “City” per eccellenza, New York.

In visita per poco meno di una settimana da un amico italiano, anche lui kiter, il mattino dopo il mio arrivo avevamo già caricato l’attrezzatura sulla sua “suzukisidekick” e ci muovevamo in direzione Sud diretti alla penisola di Rockaway. Luca vive a Brooklyn già da diversi anni e visto che le previsioni davano venti da Nord, Nord-Est mi ha portata subito a Breezy Point. Localizzata su una lingua di sabbia nella punta più a Ovest della penisola, questa spiaggia si apre verso la parte interna della laguna e lavora principalmente con venti da Nord e Nord-Est. Al nostro arrivo stava già soffiando un vento da Nord a raffiche di 18- 25 nodi, nonostante il clima perturbato e il mare choppato sono uscita con la mia 10 mt PURE Gaastra per una session di Freestyle dallo scenario mozzafiato.

Oltre al mio, una trentina di aquiloni, in primo piano i palazzi e le giostre della famosa Coney Island e sullo sfondo le nuvole scure ad incorniciare l’inconfondibile skyline dei grattacieli di Manhattan. Ecco che si crea quell’adrenalina di una esperienza completamente nuova.

Il giorno successivo ci svegliamo col sole. Nelle giornate di fine settembre con temperature che si aggirano attorno ai 23-24 gradi non si escludono le possibilità di venti termici da Sud-Ovest. Ci dirigiamo così al lato opposto della penisola di Rockaway che si affaccia sull’oceano. Questa, oltre ad essere l’unica spiaggia accessibile con la metropolitana dal centro di New York, ospita una fervente comunità surfista. In seguito alla devastazione avvenuta dal passaggio dell’uragano Sandy nel 2012, le operazioni di ricostruzione delle abitazioni e del boardwalk hanno contribuito alla rinascita di questa comunità.

Attorno all’una, in perfetto orario, si alza una brezza da Sud che presto raggiunge i 15-16 nodi perfetta per un’uscita nelle onde con la tavola da surf ArribaArriba e la 13 metri PURE Gaastra. In estate la spiaggia può essere abbastanza affollata ma fortunatamente è stata disposta una zona di lancio da dove è possibile uscire anche nei mesi più caldi.

L’ultimo giorno, proseguendo verso Est lungo la penisola dopo circa 3 ore di macchina abbiamo attraversato Long Island fino a raggiungere la sua punta orientale, Montauk, la parte più giovane e surfista degli Hamptons. Il paesaggio cambia e si fa più selvaggio con promontori rocciosi che si intervallano a lunghe spiagge su cui affacciano ville lussuose. Essendo molto esposta, tutti gli swell e i venti risultano raddoppiati di intensità; quando il vento non si alza lo spot è perfetto per un’uscita in surf da onda.

Ci troviamo in mezzo ad un vero e proprio set cinematografico, stavano infatti girando proprio quel giorno alcune scene della serie Tv The affair.Dopo aver montato l’aquilone ed esserci spostati un paio di volte per non intralciare le riprese, visto che il vento era restio ad alzarsi siamo usciti per una session nelle onde con il longboard. No wind no problem!

Spostandosi in base alle condizioni, verso la laguna o il mare aperto, più verso Est o verso Ovest, è possibile navigare al largo della penisola con tutte le direzioni di vento e in quasi ogni stagione dell’anno, offrendo sia onde che acqua piatta.

Considerando il numero di abitanti di una metropoli come New York e l’esistenza di numerose spiagge in cui effettivamente è possibile praticare questo sport, è sorprendente quanto poco ancora la cultura del kitesurf si sia sviluppata. Sicuramente il trend dei praticanti negli ultimi 3-4 anni è stato in aumento, non è raro nei giorni ventosi trovare appassionati muniti di zaino con kite, barra e tavola sulla metropolitana in direzione Rockaway. In base all’esperienza che ho avuto è stimolante pensare ad uno sviluppo del kitesurf fino a considerarlo anche come una vera e propria possibilità di evasione dagli stress della grande città.

Testo: Giorgia Notaro
Foto: Mark Andrew Culp

A cura di David Ingiosi