Charlotte Consorti e il suo Brasile sconosciuto

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Non ero più stata in Brasile per più di 10 anni. Il Parco Nazionale di Lençóis Maranhensesis mi ci ha fatto tornare. Ci sono dune di sabbia ovunque e tra queste lagune di acqua dolce dai colori blu e verde. Viste dal cielo sembrano lenzuola ed è per questo che probabilmente sono chiamate Lençóis Maranhenses, che letteralmente significa “lenzuola di Maranhão”.

Le Lençóis Maranhenses si estendono per oltre 155 km quadrati e formano un parco giochi infinito. Questo nome probabilmente vi farà suonare un campanello visto che la Red Bull organizza una regata proprio qui dove l’obiettivo è di attraversare tutto il parco navigando nelle lagune e camminando sulle dune. Questo territorio viene scolpito da due elementi naturali: da una parte c’è il vento poderoso che soffia dal mare da luglio a dicembre, dall’altra c’è il clima tropicale della foresta amazzonica che da gennaio a giugno riempie le lagune di acqua piovana. La stagione migliore per venire a fare kite qui è da luglio a settembre. Durante questi mesi trovate vento e lagune piene d’acqua che però si seccano alla fine della stagione. Personalmente ho scelto di venirci a settembre.

Su internet ho trovato però davvero poche informazioni su quest’area quindi ho chiesto all’agenzia Terra Nordeste di aiutarmi a cercare i transfer (che sono un po’ complicati) e le escursioni a Lençóis. Al di là di essere specializzata in questi territori, il vantaggio di questa agenzia è che gli addetti parlano francese. In realtà in Brasile poche persone parlano inglese, quindi se non parlate un po’ di portoghese avrete difficoltà ad essere capiti.

Dimenticate Barreirinhas, partite da Santo Amaro

Ci sono diverse possibilità di entrare a Lençóis. Quella principale è attraverso la città di Barreirinhas ma non ve la consiglio perché è molto popolare e l’80 per cento dei turisti di questa regione parte proprio da qui. Un piccolo dettaglio: è obbligatorio comprare un tour guidato per andare a Lençóis e non potete usare una macchina 4×4 per viaggiare tra le dune del parco.

In ogni caso noi abbiamo deciso di partire da una località meno nota: il villaggio di Santo Amaro. Dista circa 4 ore di macchina dall’aeroporto di Sao Luis e vi servirà una jeep per coprire gli ultimi chilometri. Si tratta di un piccolo villaggio molto suggestivo adagiato lungo il fiume e il parco e per il momento è rimasto fuori dal turismo di massa. Dopo essere arrivato la mattina successiva siamo andati a visitare le lagune di Emendadas. Per arrivarci si deve guidare per 30 minuti e camminare almeno un quarto d’ora attraverso le dune. Ma merita: la laguna è enorme e l’acqua cristallina è piuttosto profonda. Secondo i locali la stagione delle piogge quest’anno è stata buona e ha riempito bene le lagune. Abbiamo allestito il nostro campo in un angolo dove le dune erano leggermente più piccole e sfruttato i venti solidi e l’acqua super piatta. Eravamo da soli e il posto era così bello che faceva quasi male agli occhi. Era anche molto caldo ma fortunatamente la nostra guida ha portato molta acqua per idratarci. Mi sono veramente divertita tanto a fare kite e saltare tra queste dune fino al tramonto. Non avevo mai fatto kite nell’acqua dolce e devo dire che è bello non avere il sale dappertutto alla fine della session! Non c’è neanche bisogno di fare la doccia.

Tempo di andare ad Atins, la “nuova”Jericoara

La seconda location dove siamo andati è stata Atins: è un piccolo villaggio di pescatori ma da due anni tantissimi kiter sono venuti qui e la gente ha cominciato a chiamarla la nuova Jericoara! Per il momento tuttavia è abbastanza preservato dal turismo di massa anche perché è piuttosto difficile arrivarci. Non ci sono strade e bisogna prendere una barca da Barreirinhas per raggiungerlo. Il viaggio lungo il fiume Preguiças vi farà sentire di essere nella giungla. Ci sono diverse fermate interessanti lungo il tragitto come il villaggio di Mandacaru dove si può visitare il faro, giocare con le scimmie (i macacospregos) e anche essere morsi dalle zanzare. Ma tranquilli, potete anche mangiare ottimo pesce nei ristoranti Cabure situati tra l’oceano e il fiume. Personalmente ero così ansiosa di raggiungere Atins che ho fatto solo visita alle scimmie (e alle zanzare).

C’è anche un’alternativa per raggiungere Atins: un downwind da Jericoara o anche da Fortaleza per i più coraggiosi (oltre 300 km). Molte scuole li organizzano quasi ogni giorno.

Vivere in una palafitta…

Non ci sono strade asfaltate nel villaggio ed è talmente piccolo che a piedi si può andare ovunque (oppure si può usare un quad). Può essere abbastanza faticoso camminare tra le dune soprattutto portandosi dietro l’attrezzatura ma fa parte del fascino del posto. Abbiamo allestito il campo a Marésia. Abbiamo vissuto in una palafitta di legno nel villaggio ubicata su un terreno pieno di mucche. Nonostante il caldo non c’è bisogno del condizionatore grazie ai venti costanti che rinfrescano l’aria. Avevamo anche piante di anacardi nel giardino che ci fornivano ottimi snack durante il pomeriggio.

Questo ostello è gestito da Marco, un ragazzo italiano famoso anche per le sue pizze. Ero una vera fan di questa delizia e ne ho approfittato quasi ogni sera. Peraltro avevo un’ottima scusa: il kite ci rende affamati! Abbiamo organizzato con l’agenzia due viaggi a Lençóis e il resto del tempo siamo stati nello spot di Atins che è una sorta di paradiso. La laguna è protetta dalle onde da due linge di sabbia ed è un posto ideale per imparare il kite. Con la bassa marea una lingua di sabbia emerge proprio di fronte alla spiaggia ed è perfetta per lanciare il kite. Con l’alta marea invece la spiaggia si riduce tanto (circa 20 m) quindi le operazioni di lancio e atterraggio del kite si complicano. Fate attenzione con l’alta marea perché le correnti possono essere molto forti nella laguna quindi per i principianti è consigliato l’uso del leash. In un solo giorno ho visto tre rider perdere le loro tavole.

La magia dello spot di Atins

Lo spot si divide in tre zone e potete scegliere la migliore in funzione della marea. Lo spot speed è sulla sinistra ed è ottimo per il Freestyle quando c’è alta marea, ma quando è bassa non c’è praticamente acqua. Era il mio spot preferito! È difficile vedere rider qui perché si può rimanere inchiodati se va via il vento. La corrente è così forte che non si può nemmeno nuotare. Attenzione anche a non disturbare i pescatori che hanno la priorità. A me non è mai successo fortunatamente. La laguna piccola è lontana dalla lingua di sabbia e lavora solo con la bassa marea quindi è surfabile solo per poche ore al giorno. Si affolla subito il che non sorprende visto il suo fascino. Sembra di fare kite in una grande piscina ed è molto sicura.

Lo spot wave con onde piccole è sulla destra alla fine della lingua di sabbia e si può surfare da un’ora prima della fine della bassa marea  fino all’inizio dell’alta marea. La cosa buona è che il vento è side off. Nel resto del tempo troverete onde sulla lingua di sabbia ma non sono molto pulite a causa del vento on shore. In ogni caso è un ottimo spot per lo strapless.

Sentirsi come in gara alla “Parigi Dakar”

Riguardo a Lençóis abbiamo visitato due lagune differenti. La prima è Lagoa de Capivara ed è quella più vicina ad Atins (a circa 20 minuti di macchina). Per questo è anche la più affollata e non è il massimo per fare kite. Non è molto grande ed è circondata da alte dune quindi il vento è molto rafficato. Il mio consiglio è di andarci solo se avete fretta. La seconda laguna, Lagoa de Paraiso, è più lontano (circa un’ora) ma il viaggio è fantastico. Guidate lungo l’oceano e ci si sente come in gara alla Parigi-Dakar. Il ritorno dopo il tramonto è anche più suggestivo specialmente con l’alta marea che cancella ogni traccia delle ruote. Ero un po’ in ansia. Ma ne valeva la pena. Ci sono due grandi lagune molto vicine al mare e il vento è stabile. Sfortunatamente quando ci siamo andati noi c’erano già una dozzina di kiter. Ma lo spot è molto grande e non ci si disturba. Il mio spot preferito rimane comunque la laguna di Santa Amaro sia per i suoi colori verde smeraldo sia per le sue dimensioni.

Dopo due settimane passate in questo paradiso senza internet, camminando a piedi nudi, mangiando pizza, facendo kite tutti i giorni, prendendo il sole e e svegliandosi al suono delle mucche, è tempo di tornare al mondo moderno. Servono 5 ore di transfer fino all’aeroporto di Sao Luis. Un’ora di barca e 4 di macchina per un dolce ritorno alla civiltà!

Sbrigatevi se volete visitare questi piccoli villaggi ancora incontaminati prima che arrivino le folle di kiter. Se odiate i turisti e vi piacciono i posti atipici, questo è il mio consiglio: la combinazione Santo Amaro/Atins!

Charlotte Consorti

(A cura di David Ingiosi)

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