Ultima fermata: Ragnarǫk

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Dal 30 marzo al 2 aprile l’altopiano di Hardangervidda, in Norvegia, accoglie oltre 300 atleti da tutto il mondo che si sfidano nella Red Bull Ragnarok, maratona estrema dedicata allo snowkite. Sci o snowboard ai piedi è uguale: la fatica, il coraggio, la voglia di avventura sono gli stessi per tutti i concorrenti in gara.

Gli eroi dello snowkite tornano a combattere. Secondo la mitologia scandinava infatti il termine Ragnarǫk si riferisce alla battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine che sfidano quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e solo i più forti sopravviveranno. L’evento Red Bull Ragnarok, competizione di snowkite in programma dal 30 marzo al 2 aprile 2017 a Haugastøl, in Norvegia, prende così in prestito l’epica di quel mito antico per rendere omaggio agli uomini e alle donne di oggi, concorrenti simili a guerrieri che in questa prova estrema di resistenza sul ghiaccio sfidano sé stessi e gli elementi con un solo obiettivo: tagliare per primi il traguardo.

La 6° edizione è partita

Quest’anno sono oltre 300 gli atleti provenienti da 30 Paesi che si danno appuntamento sulla linea di partenza di questa splendida competizione che sa di avventura, fatica, coraggio e che ormai si è attestata come una delle manifestazioni più attese del circuito internazionale di snowkite. L’evento, alla sua 6° edizione, ha luogo sull’altopiano di Hardangervidda, una vasta area innevata che si trova a circa 260 chilometri a Nord Ovest di Oslo e che nel periodo tra inverno e primavera offre condizioni fantastiche per questa disciplina.

Il percorso di gara prevede un circuito ad anello di circa 15-20 chilometri di lunghezza da ripetere per cinque volte. I concorrenti, che al segnale di partenza sono schierati contemporaneamente al via, devono completare il percorso utilizzando solo il proprio kite e, a scelta, gli sci o lo snowboard. Quattro infatti sono le classi ammesse in gara: sci o snowboard maschile e femminile. Lungo il tracciato infine gli atleti devono rispettare appositi “cancelli” allestiti dagli organizzatori per registrare il passaggio di ogni concorrente tramite dispositivo gps.

 

Freddo, stanchezza e meteo le incognite in gara

Una formula di gara precisa e ormai collaudata per una competizione unica al mondo che offre tanto divertimento, spettacolo e adrenalina sia a chi la vive da dentro stringendo i denti per dare il meglio e cercare di arrivare alla fine, sia per il pubblico che la segue e fa il tifo per questo o quel concorrente.

Naturalmente non è un pic-nic sulla neve. Si tratta di una prova massacrante che in genere dura più di 6 ore, mette a dura prova i muscoli e la mente degli atleti e in cui bisogna fare i conti con il freddo, la stanchezza e soprattutto il cambio repentino delle condizioni meteorologiche che spesso fanno da spartiacque tra chi riesce a tagliare l’arrivo e chi invece è costretto a tornare a piedi al campo base. Il vento tra queste distese di neve e ghiaccio può essere amico o nemico. Chi ci è passato lo sa bene.

Susi May: “una volta nella vita”

La competizione negli anni ha visto tra i concorrenti molti campioni mondiali e fuoriclasse del kitesurf e dello snowkite. Vittorie o ritiri, per tutti è rimasto un forte ricordo da quella esperienza e una grande fonte di ispirazione. Susi May, la campionessa tedesca, al termine dell’edizione 2016 ha dichiarato: “Non importa quanto alla fine tu sia frustrato, impari sempre qualcosa sul kite quando ti spingi al limite. È una di quelle esperienze tipo “una volta nella vita” in uno dei posti più selvaggi e affascinanti del pianeta”.

La tre volte campionessa del mondo Steph Bridge che la Red Bull Ragnarok è riuscita anche a vincerla invece mette in guardia chi si presta a presentarsi al via di questa gara estrema: “Scegliete l’attrezzatura giusta. Mangiate carboidrati e idratatevi a sufficienza prima della partenza. Bisogna insistere e essere positivi. Per due volte io non sono riuscita a finire la gara, ma alla terza ho vinto”.  Il campione canadese Peter Martel, un abituée di Haugastøl, gli fa eco: “Niente andrà come previsto. Ma fidatevi di voi e non mollate”.

Insomma a Ragnarok si fa sul serio. In quell’arena di ghiaccio non si sa come si esce, ma una cosa è certa: si entra da guerrieri. Buona battaglia a tutti!

David Ingiosi