Tulum, il kitesurf accanto alle rovine Maya

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Tulum, il kitesurf accanto alle rovine Maya

I ritmi lenti, le spiagge bianchissime e il mare turchese di Tulum, in un tratto di costa tra i più suggestivi del Messico nelle parole di un kiter che lavora lì da qualche anno. Un luogo magico dove le rovine dell’antica e misteriosa popolazione Maya si alternano a bar, resort e colorate palapa in legno.

Sono alla mia terza stagione qui a Tulum sulla bellissima costa della riviera Maya del Messico, a meno di un’ora a Sud di Playa del Carmen. Vengo ormai con cadenza regolare in questo paradiso, un anno sì e uno no, e ogni volta rivedere queste spiagge è un’emozione forte.

Tulum in realtà non è uno spot molto rinomato per il kitesurf. Si tratta di una destinazione apprezzata molto di più dall’ambiente dei diver che vengono in questa zona per esplorare la grande barriera corallina (la seconda più lunga del mondo), ammirare il colore turchese del mare e le cosiddette “cenotes”, grotte naturali immerse in acque dolci purissime, ma anche per visitare le uniche rovine Maya costruite su spiagge di finissima sabbia bianca.

Per raggiungere Tulum dall’Europa si può volare su Cancun e poi prendere il bus o taxi (per chi vuole arrivare un’ora prima e ha da spendere 80 dollari). Oppure scalo su Città del Messico e poi Cancun. I voli che passano per gli Usa sono in genere più economici, ma l’immigrazione negli Stati Uniti è una scocciatura, si perde parecchio tempo se si arriva in orari di punta e si rischia di perdere la coincidenza se non si hanno più di 2 ore di scalo.

Il kitesurf a Tulum portato dagli italiani

Il kitesurf a Tulum è apparso qualche anno fa grazie ad alcuni praticanti italiani che anno dopo anno hanno fatto conoscere questo spot e le sue condizioni in tutto il mondo. Il vento, infatti, sulla costa caraibica del Messico può soffiare sia da Nord che da Sud con tendenza a essere da Est e quindi a Tulum può variare da leggermente off-shore, a side, side on e on. Il vento dominante nella stagione invernale (che va da novembre ad aprile) è il Nord-Est, che entra side-on da sinistra e può soffiare da 8 a 25 nodi con una certa costanza.

Quella invernale è la stagione secca, sebbene ogni tanto può capitare qualche acquazzone soprattutto di notte, ma le temperature non scendono mai sotto i 20 gradi. Ultimamente è assai poco frequente passare intere settimane senza vento, probabilmente a causa del cambio climatico che almeno in questa zona porta dei benefici. La vela che si usa maggiormente è la 12-14.

 

Session wave sul reef o freestyle nella laguna

Stare in acqua a Tulum è un vero piacere non solo per il suo incredibile colore turchese, ma soprattutto per la sua temperatura perfetta che si aggira intorno ai 28 gradi. Lungo tutta la costa, a qualche centinaia di metri dalla riva, si estende il reef che regala appassionanti sessioni wave per gli amanti del surfino. All’interno del reef invece si può praticare freestyle. Lo shore-break è variabile e può in certi momenti complicare la vita ai meno esperti con le partenze, ma con un body-drag di 50 metri si supera senza problemi. Proprio da quest’anno inoltre si sta sviluppando anche l’hydrofoil che permette di godersi il mare anche con appena 6 nodi di vento.

 

Dormire nella palapa, colori e stile mex

Per questa stagione ho deciso di concedermi un piccolo lusso e mi sono affittato un alloggio tutto per me. Non è facile trovare una soluzione economica nel periodo natalizio, ma per fortuna ho alcuni amici istruttori di kite che vivono a Tulum tutto l’anno e che mi hanno aiutato a mettermi in contatto con Gunner, un tedesco che da anni possiede un terreno poco fuori dal centro sul quale ha costruito due “palapas” (casette con tetto di paglia) in mezzo agli alberi.

La sua casa è più spaziosa, mentre quella che affitta ha dimensioni più contenute, è essenziale negli arredi, ma molto accogliente, un pò etnica e minimale con il pavimento in legno. Pochi metri quadrati di colorata essenzialità; Gunner ha decorato gli spazi mantenendo lo stile messicano. Al momento l’ho riservata per i primi 2 mesi, poi deciderò se cercare qualcosa di più economico non appena sarà concluso il periodo di alta stagione.

Turisti e kiter, una risorsa da difendere

Negli ultimi 3-4 anni Tulum è cresciuta molto e si sta espandendo. In genere anche dopo la festa della Befana il turismo si mantiene vivo e proviene da ogni parte del mondo, anche se per la maggior parte si tratta di gente statunitense (a me piace perché lasciano spesso buone mance).

Per chi crede che il Messico e i messicani siano pericolosi, a Tulum può assolutamente ricredersi. Qui infatti si ha la possibilità di entrare in contatto con il popolo Maya, gente sempre sorridente e disponibile, sicuramente diversa dai messicani che vivono nella capitale. A me non hanno mai dato l’impressione di essere persone inaffidabili. La riviera maya vive prettamente di turismo e quindi la tendenza è quella di proteggere e incentivare la loro principale fonte di guadagno.

Svegliarsi nel verde con il gallo

La mattina presto ho come sveglia naturale il gallo che vive nel cortile a fianco alla mia palapa. Inizia a cantare già alle 5, ma faccio finta di non sentirlo fino alle 7. Poco a poco attivo muscoli e neuroni quando ormai la luce entra senza ostacoli dalle finestre della mia stanza ottagonale con bagno a vista. All’esterno ho un’ampia veranda con cucina dove posso anche dondolarmi sull’amaca o allenarmi nella palestra che mi sono allestito col mio trx e gli elastici appesi alle travi della capanna.

Non uso fare colazione in casa, il caffè lo prendo per strada e me lo bevo nella piazza principale del paese. Non vivo vicino al mare, il “Pueblo” di Tulum infatti è a qualche chilometro dalla costa che è tutta zona turistica: in mezzo a una rigogliosa vegetazione si stagliano tutti i resort, dai più esclusivi ai più semplici, ma comunque abbastanza cari per chi fa la stagione come me.

Un altro anno a lavorare nella scuola di Fulvio

Mentre bevo il caffé aspetto Fulvio che è il titolare della scuola di kite che ho scelto per quest’anno. Mi passa a prendere in macchina fintanto che non mi organizzo con una bicicletta. Ci conosciamo dal 2012 quando entrambi lavoravamo qui a Tulum con Marco Cristofanelli (uno dei pionieri del kite qui sulla riviera Maya). Alla sua quarta stagione come scuola indipendente, Fulvio mi ha contattato durante l’estate mentre ero in Portogallo a lavorare presso Kitesurf Adventure per discutere di un’eventuale collaborazione. Ho accettato volentieri di tornare a lavorare su queste spiagge e in compagnia di un collega fidato e simpatico come lui.

Dopo i primi anni di esperienza come titolare della scuola, Fulvio ha deciso di crescere e tentare di allargare la sua offerta non solo agli appassionati di kite ma anche a coloro che il mare lo vogliono vivere in sup o a bordo di un windsurf. Occupandosi di più attività, ha cercato istruttori esperti per poter essere più libero e lasciare a me il compito di smaltire i corsi di kite.

Tanti vip, ma niente selfie con l’istruttore

La scuola si chiama FullView Kitesurf and Watersports e si trova presso l’eco-resort Dos Ceibas in un punto della spiaggia poco trafficato, dove possiamo insegnare senza troppi ostacoli. Il parco naturale di Sian Kan è solo a un paio di chilometri e in questa zona si trovano i resort che ultimamente vanno per la maggiore tra i vip di tutto il mondo. Non è difficile incontrarli in spiaggia e trovarceli come alunni un pò in incognita: i selfie non ce li lasciano fare, così come non possiamo utilizzare le foto con loro per la pagina Facebook della scuola.

Camminare scalzi tutto il giorno è impagabile

Il resort Dos Ceibas è di proprietari italiani, è molto accogliente e dispone di appartamenti e bungalow distribuiti nel giardino all’ombra delle palme, il tutto direttamente sulla sabbia: andare scalzi ovunque dà un senso di libertà impagabile.

A lato di lettini e ombrelloni di paglia ci siamo noi con la nostra palapa della scuola, il nostro ufficio in spiaggia. Da lì iniziamo le lezioni e teniamo tutto il materiale da noleggiare: kite, sup, body board e kayak. In puro stile Iko (International Kiteboarding Organization) iniziamo le lezioni beginner con linee corte e le manteniamo fino a quando l’alunno controlla con tranquillità l’aquilone e ha già dimostrato di poter entrare e uscire dall’acqua in modo autonomo, senza pericolo che gli cada il kite.

Giornate lente e rilassate guardando il verde del mare

La mattina apriamo la scuola alle ore 9, quando il vento soffia già side-on. Se non abbiamo lezioni a quell’ora ne aprofittiamo per farci un giro in kite. A me piace andare fino al reef a cercare le onde e vedere se ci sono le tartarughe. La luce nelle prime ore è molto forte a causa del riverbero della sabbia bianca e gli occhiali da sole dalle lenti polarizzate sono necessari anche in acqua.

La giornata scorre sempre leggera e spensierata. La gente a Tulum è sempre molto rilassata e il colore dell’acqua aiuta molto a lasciarsi andare a questo ritmo lento. Terminate le lezioni, c’è sempre tempo per una sunset session quando l’acqua si scalda ulteriormente e l’atmosfera si fa veramente magica. Lo scenario è mozzafiato e le emozioni sono amplificate dall’eco dell’antica e misteriosa cultura Maya di cui sono ancora testimoni le rovine visibili sulla costa.

Sunset session e tequila party

La sera chiudiamo verso le 6,30, orario in cui inizia a farsi scuro e iniziano i vari happy hour al Dos Ceibas e nei bar sulla spiaggia. Un ottima opportunità per rilassarsi dopo la giornata di lavoro che può anche trasformarsi in cena. Da non perdere è il sorgere della Luna piena che, se come quest’anno è enorme, con i piedi a mollo nella calda acqua, sorseggiando una birra Modelo con rigorosa fettina di lime, diventa un esperienza, come dicono da queste parti “inolvidable”. Per la tequila invece si aspetta di tornare in centro tra i vari bar che offrono live music oppure si può rimanere in spiaggia in una delle tante feste che organizzano durante la stagione turistica.

Tulum ha un’atmosfera molto particolare, multietnica e completamente diversa dall’anima commerciale di Playa del Carmen e Cancun. La “fiesta” notturna qui si vive in armonia tra parecchie risate in puro stile mexican, come dice la canzone Bologna Mexican Way dei Rain, ispirata proprio al mio primo viaggio in Messico di 4 anni fa. Era l’inizio di una bella storia, ancora tutta vivere.

Davide Tonioni

(articolo a cura di David Ingiosi)