Traversata 2017: la parola ai rider schierati al via

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La Traversata, regata internazionale long distance attraverso lo Stretto di Messina con partenza da Reggio Calabria in programma dal 26 al 30 luglio si avvicina e a distanza di 4 mesi dal via ha già raggiunto il tetto massimo di 50 iscritti. Chi sono i rider attirati da questa sfida contro sé stessi e la natura? Come si preparano? Cosa li spaventa? Ce lo dicono loro stessi in queste brevi interviste.

Dal 26 al 30 luglio si disputa la Continent-Island GPS Race, alias la Traversata, regata internazionale long distance attraverso lo Stretto di Messina con partenza da Reggio Calabria. È una competizione unica che vede ogni anno sfidarsi insieme kiter, windsurfer e velisti su un percorso di 23 km. Una prova estrema di endurance e un classico appuntamento del panorama internazionale che nel 2017 festeggia i 10 anni e che a meno di 4 mesi dallo start ha già raggiunto il tetto massimo delle iscrizioni.

Segno che questa sfida attira sempre più curiosità tra i rider che non l’hanno ancora fatta e spinge chi si è già schierato al via a tornare, magari per scalare la classifica finale. Chi sono questi rider? Con quale spirito si avvicinano a questa competizione? Come si preparano? Cosa li spaventa di più o li gasa al punto da mettere alla prova la propria resistenza fisica e mentale? Scopriamolo insieme dalle parole dirette di alcuni di loro.

Michele Moretti: “Temo corrente e salti di vento”

Rider di 40 anni da Perugia.

– Cosa ti spinge a schierarti di nuovo sulla griglia di partenza?

Per un kiter “normale” non ci sono molte occasioni per misurarsi con gli altri…

– Cosa ricordi di più della prima volta?

La fatica… mamma che faticata! Ho fatto due traversate in due giorni, in più la mattina della competitiva mi ero anche fatto un bel downwind fino a Pellaro. Ricordo la forte corrente, praticamente due bordi sempre di bolina. Poi le schermaglie per guadagnare la migliore posizione in partenza, l’emozione e l’adrenalina che sale in attesa del via, il vento da 12 a riva e poi 20 nodi dopo un paio di miglia. Ricordo la ricerca della boa da doppiare, il primo momento appena iniziato il rientro, quando mi sono detto: “E ora? Dove devo andare?”. Ricordo gli ultimi chilometri che sembravano non finire mai con le gambe che gridavano pietà e poi il momento in cui ho messo a terra l’ala e il grande sospiro che ho tirato. Ricordo i due panini super imbottiti con la ‘nduja che mi sono mangiato poco dopo. Ricordo l’atmosfera, la festa… Ricordo tutto ed è per questo che tornerò!

– Da quanto tempo pratichi sport acquatici e qual è il tuo rapporto con il mare?

Quasi 10 anni di kite e sinceramente il mare prima non è che mi piacesse molto.

– Hai già partecipato ad altre gare di endurance in acqua?

No, non ancora.

– Qual è stato il percorso più lungo in cui ti sei cimentato fino a ora e quanto tempo sei stato in acqua?

Credo che questo di 21 km sia stato il percorso in competizione più lungo, chiuso in una quarantina di minuti. Ma con amici abbiamo fatto downwind decisamente più lunghi, rimanendo anche tre ore in acqua.

– Quali saranno gli elementi più impegnativi da affrontare?

Salti di vento, correnti, i venti deboli sotto la costa siciliana.

– Conosci lo Stretto di Messina e le sue caratteristiche meteomarine?

Non sono un local ma sto studiando…

– Come ti stai allenando per questa sfida?

Palestra, esercizi di resistenza e isometria.

– Con quale attrezzatura affronterai questa battaglia?

Pump e TT.

– Quali sono i tuoi obiettivi ed aspettative finali da questa esperienza?

Primo obiettivo: migliorare il tempo dello scorso anno. Secondo obiettivo: divertendomi ingarellandomi con qualche altro smanettone!

Michele Felisatti: “C’è il podio nel mio mirino”

Rider di 36 anni da Ferrara.

– Ancora una volta al via. Perché?

L’anno scorso sono arrivato terzo (primo per la categoria Surf) col rammarico di aver sbagliato tavola (ho pagato la mia inesperienza). Quindi quest’anno parteciperò più carico con la speranza di riuscire a portare a casa un piazzamento migliore rispetto a quello dell’anno scorso.

– Qual’è il ricordo più forte della prima edizione?

L’arrivo al cardiopalma fianco a fianco fino all’ultimo metro dove alla ha vinto la tattica migliore. Spettacolare!

– Da quanto tempo pratichi il kitesurf?

Pratico kitesurf da 9 anni ed è stato amore a prima vista. Il tutto è nato dalla barca a vela in quanto dopo avere effettuato 52 traversate dell’Adriatico e 2 giri del Peloponneso in barca a vela d’altura (con cabinati di 40 piedi) cercavo uno sport da praticare quando eravamo fermi in banchina. Il kitesurf mi ha rapito sin dalla prima lezione e poi veleggiare all’alba o al tramonto non ha eguali.

– Hai già partecipato ad altre gare di endurance in acqua?

Solo in barca a vela, ma ho in programma la 20 Miglia Downwind da Grado a Lignano Sabbiadoro con chiamata ad aprile.

– Qual è stato il percorso più lungo in cui ti sei cimentato fino a ora?

Un downwind strapless di 40 km in Brasile da Paracuru a Emboaca per la durata di 3 ore con surfate e slashate bellissime.

– Qual’è secondo te la sfida più dura di questa gara?

La resistenza fisica.

– Conosci lo Stretto di Messina e le sue caratteristiche meteomarine?

Non molto.

– Come ti stai allenando per questa sfida?

Con sessioni prolungate presso il Delta del Po.

– Con quale attrezzatura affronterai questa battaglia?

Surfino personalizzato strapless e Slinghshot RPM 9 mt 2016

– I tuoi obiettivi?

Arrivare sul podio.

Donato Maniello: “Quest’anno sarà il mio battesimo”

Rider di 38 anni di Canosa di Puglia (Bt).

– Cosa ti ha spinto ad iscriverti al CIR2017?

La voglia di praticare il mio sport in una location straordinaria.

– Da quanto tempo pratichi il kitesurf?

Pratico kitesurf  dal 2014 e posso dire che il mio rapporto col mare è iniziato proprio grazie a questo sport.

– Hai già partecipato ad altre gare di endurance in acqua?

No. Questa è la mia prima gara.

– Il percorso più lungo fino ad ora?

Mediamente sto in acqua quelle 3 ore no stop ma un paio di volte mi è capitato di rimanere anche per sei ore (senza mai uscire). Non ho mai praticato nessun percorso lungo, ma facendo freeride avanti e dietro per ore, un po’ di km li ho macinati.

Quali saranno secondo te gli elementi più impegnativi da affrontare?

Forse eventuali raffiche improvvise? Non riesco ancora a immaginare…

– Conosci lo Stretto di Messina e le sue caratteristiche meteomarine?

No, ma mi sto informando.

– Come ti stai allenando per questa sfida?

Esco appena posso, anche se mi sono registrato non alla gara ma alla “passeggiata”.

– Con quale attrezzatura affronterai questa battaglia?

Spero con la mia mitica Boost9 Flysurfer e twin tip Radical 4 sempre flysurfer.

– Le tue aspettative da questa esperienza?

Vivere un’esperienza unica in mezzo a tanta bella gente.

Insomma motivazioni diverse ed esperienze variegate tra i partecipanti di questa competizione. Sicuramente però c’è un filo conduttore che li accomuna che è la voglia di sfidare i propri limiti e vivere le emozioni di una gara autentica che parte come una battaglia e finisce con una festa, perché chiunque partecipa alla Traversata torna a casa felice.

David Ingiosi