Traversata 2017: gioie, fatica e risultati della gara più estrema

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Il 28 luglio è stata chiamata la partenza della Continent-Island GPS Race, alias la Traversata, un evento velico unico al mondo attraverso lo Stretto di Messina con partenza da Reggio Calabria. Kiter con attrezzature di ogni genere hanno dato spettacolo in acqua, compresi gli hydrofoil a proprio agio nei venti variabili e la forte corrente. Un indomabile Andrea Vicari si aggiudica la vittoria tra i Twintip.

Fatica, velocità, cambi di vento, disorientamento, forti correnti, navi portacontainer, adrenalina, sono questi gli ingredienti che rendono la Continent-Island GPS Race, alias la Traversata, un evento velico unico al mondo. Quest’anno la competizione estrema di long distance sul filo dei 40 nodi attraverso lo Stretto di Messina con partenza da Reggio Calabria si disputata dal 26 al 30 luglio e ha festeggiato la decima edizione.

Tanti rider appassionati, ma anche atleti di razza schierati alla partenza di questo incredibile evento. Tra loro, il nostro Andrea Vicari (italiano, tre volte campione italiano Junior, vice campione italiano – Freestyle).

Partenza a sorpresa, incognite e mezzi di supporto

Una gara con queste premesse non poteva non regalare spettacolo ed emozioni a volontà ai partecipanti e al pubblico che assisteva dal lungomare della città. Ecco come è andata nelle parole di Agostino Martino, ideatore e organizzatore infaticabile della Traversata:

Per tante edizioni la Traversata si è disputata il sabato, qualche volta la domenica. La partenza, a chiamata in uno dei giorni del cosiddetto “waiting period”, è una delle incognite di questo evento e quest’anno, che è stata il venerdì, ha tagliato fuori molti dei quasi 60 iscritti, un numero record in 10 anni di edizioni. Così, si sono ritrovati sulla griglia di partenza una folta schiera di kiter (35 in tutto) e qualche windsurf. La novità che ha incuriosito tutti quest’anno sono stati gli hydrofoil, veri e propri “alieni” volanti che si sono subito trovati a proprio agio nelle condizioni medio-leggere di questa CIR2017. Si è deciso di dividere i partecipanti in due gruppi: tavole twintip e monodirezionali di qualunque tipo, e di far partire prima questi ultimi.

Il primo colpo di scena lo ha riservato una delle barche della flotta adibita alla sicurezza e al rescue in acqua dei rider, più precisamente il gommone giuria che, per non correre rischi, che ha schierato un Led32 con doppio fuoribordo di 300 Hp. Un mezzo che dovendo staccare i primi kiter agevolmente, contava su 600 cavalli di propulsione per lanciarsi a 50 nodi, apparentemente trasformando in acqua piatta il tracciato tormentato delle acque dello Stretto di Messina.

A completare il quadro sicurezza in mare, oltre al team di supporto in acqua, in costante contatto e coordinamento con la Capitanerie di Porto di Reggio Calabria e l’Ams di Messina, c’erano due nuovissimi jetski della Polizia Nautica, una presenza inedita promossa a pieni voti dal comitato organizzatore. Sono stati loro infatti, con la loro duttilità e tempestività operativa, i costanti supervisori di buona parte di quello che è accaduto in mare, dimostrandosi fulminei in ogni occasione di supporto.

 

Errori di tattica: il vero nemico è la corrente

La partenza della prima categoria era valida al primo tentativo e il gruppo di 15 racer lanciandosi verso la Sicilia ha cominciato fin dalle prime battute di gara a darsi battaglia. La lettura tattica di alcuni kiter è apparsa subito singolare: puntare sopravento per guadagnare acqua rispetto al punto boa da doppiare e prendere vantaggio sull’eventuale scarroccio della corrente. Purtroppo i loro calcoli erano sbagliati e l’appuntamento col “fiume” di quasi 6 nodi di velocità lo hanno trovato al ritorno.

Nel frattempo lo Stretto offriva scorci e condizioni da cartolina, con mare appena formato, zone di acqua piatta e aree con un gran ribollire di acqua, tanto da far scodare persino i gommoni… Così come il vento che talvolta avvantaggiava chi aveva scelto un kite da 9 metri con raffiche potenti e a volte privilegiava chi aveva optato per un’ala da 13 m con buchi di 2-3 secondi di portanza…

Rotta dei rider tracciata al Gps

Il gruppo a metà Stretto era lanciatissimo, si sono toccati quasi 30 nodi di velocità di crociera, e si è cominciato a notare un certo allungo degli hydrofoil sorprendentemente a loro agio a quelle velocità e in quelle condizioni proibitive di mare sferzante. I rider tenevano giù la barra, cercavano di orientarsi al meglio, ma la poca esperienza come prima partecipazione non li ha aiutati: sforzandosi di interpretare la corrente procedevano con navigazione a vista, puntando dei riferimenti visivi illustrati nello skipper meeting, ma col dubbio leggibile nei loro volti tirati dalla fatica che cominciava a bussare alla porta. Così in molti si sono ritrovati con una rotta troppo conservativa.

“Mostro” in vista, occhio agli incroci

Il loro tracciato Gps, presente per la prima volta al mondo in un evento di kitesurf e condiviso con il centro di controllo del VTS di Messina, a un certo punto ci ha avvisato che una porta container da 180 metri era pronta a invadere la rotta dei primi concorrenti. Le indicazioni per il primo Ronnie “Titanka” erano chiare: passare a poppa del “gigante”, cosa che lo ha rallentato di almeno 30 secondi, costringendolo a virare e rettificare la rotta (e soprattutto pregiudicandogli il record sul percorso), mentre Andrea Mini, sempre in hydrofoil, avendo scelto una rotta più sottovento è riuscito passare a mezzo chilometro da prua del “mostro”.

Alla fine però è lo stesso Ronnie ad aggiudicarsi la vittoria in tempo reale e di categoria, mentre tra i Twintip un grande Andrea Vicari, Freestyler puro, mette da parte per una volta il suo talento per gli Handle Pass e dimostra di essere un ottimo racer, veloce, infaticabile e capace di interpretare un percorso di gara davvero ostico. Onore a loro e a tutti i partecipanti di questa competizione che ogni anno allarga i confini del kitesurf. Info: www.traversata.it

David Ingiosi