Mario Saragò, il fotografo dei kiters che vive allo Stagnone

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Romano, 29 anni, dopo una lunga esperienza professionale come paparazzo e fotografo di moda, spettacolo e news, Mario Saragò durante una vacanza  con la sua compagna Diana a Capo Verde ha scoperto il kitesurf, se ne è innamorato e praticamente ha cambiato vita. Si è trasferito allo Stagnone di Marsala, ha aperto un’agenzia specializzata in sport acquatici ed esegue servizi fotografici e video a rider e atleti di tutto il mondo. In questa intervista ci racconta come è andata e ci descrive il suo lavoro.

Scoprire il kitesurf è un po’ come innamorarsi: il cuore batte forte, ci si ritrova felici, tutto rallenta, anzi accelera vorticosamente sull’onda della passione. Quasi sempre questa esperienza finisce con l’andare oltre il concetto di viaggi, di vacanze, di semplice attività sportiva. Diventa uno stile di vita che influenza tutto e mischia le carte delle tradizionali priorità. È pericoloso il kite, ma non perché è uno sport estremo, proprio perché ti afferra il cuore e non te lo lascia più. Per la maggior parte di noi invade tutto il tempo libero speso in attesa delle condizioni atmosferiche, ricerca degli spot e nelle tanto ambite session in acqua. Per pochi fortunati invece diventa anche un lavoro.

È il caso di Mario Saragò, un fotografo romano di 29 anni che quando ha scoperto il kitesurf dopo una lunga esperienza professionale tra moda,  celebrities e news e dopo avere girato in lungo e in largo l’Italia come paparazzo, ha deciso di trasferirsi allo Stagnone e aprire una agenzia fotografica specializzata in kitesurf e sport acquatici, la PhotoKitesurf. Un cambio di vita radicale e assolutamente gratificante per sé e la sua compagna, come ci racconta in questa interessante intervista che noi di Kitesoul gli abbiamo strappato tra una session fotografica e l’altra.

– Mario da quanto tempo lavori come fotografo e che esperienza hai accumulato in questo campo?

Faccio il fotografo ormai da 10 anni. Ho lavorato molto nel Fashion, nel Food, nello spettacolo e nel settore delle news. Ho collaborato con diversi magazine italiani e internazionali tra cui Vanity Fair, Daily Mail, The Sun, Chi, Diva e Donna, ho esperienza di ritrattistica in studio e location esterna con cantanti, calciatori, attori e attrici, inoltre ho seguito diversi eventi ufficiali per grandi brand del settore vinicolo italiani e francesi. È stata un’esperienza meravigliosa che mi ha permesso di viaggiare tanto, di vivere posti bellissimi del jet set italiano e internazionale, soprattutto a livello tecnico è stata una palestra eccezionale per imparare a lavorare con la luce ambiente e con grandissimi teleobiettivi sulle coste italiane più ricercate.

– Un’esperienza versatile la tua, ma qual’è il tuo soggetto preferito?

In generale mi piacciono le fotografie che raccontano qualcosa, una storia, un concetto, un’emozione, le istantanee che hanno dentro un messaggio e che riescono a comunicare il più possibile a chi le guarda. In questo periodo particolare sono molto affascinato dal movimento.

– Oltre a vivere di fotografia sei anche un kiter. Quando hai scoperto questo sport?

Devo dire che l’acqua ha rappresentato da sempre un punto di riferimento ed è lo scenario ideale dei miei sport preferiti. Ho iniziato sin da piccolissimo nella piscina del Foro Italico a Roma, poi tuffi, pallanuoto e canottaggio a livello professionale. Ho scoperto il kitesurf per caso un anno e mezzo fa sull’isola di Sal, a Capo Verde, dove ero andato con la mia ragazza Diana (fotografa anche lei), benché in realtà attirato dal surf da onda. Una volta sull’isola invece siamo rimasti entrambi affascinati sia da tutti i bambini e i locali che praticavano amatorialmente questa disciplina come sport nazionale e da atleti professionisti come Machtu Lopez, Arsenio Dias, Elvis Lopez, Mitu Monteiro e da un grande maestro come Libero Cozzolino. Sono stati per me una grandissima fonte di ispirazione e mi hanno convinto a iniziare questa bellissima avventura.

– Quando hai deciso di mettere la tua esperienza professionale di fotografo al servizio del kitesurf?

Quando sono tornato da quella vacanza a Capo Verde ho ricominciato a lavorare come al solito. In quel periodo lavoravo tantissimo soprattutto con le news e giravo per l’Italia in lungo e in largo. A un certo punto con la mia compagna abbiamo semplicemente riflettuto sul fatto che pur gratificati dal nostro lavoro, non avevamo praticamente tempo libero per dedicarci alle nostre passioni, tra cui proprio il kitesurf di cui mi ero innamorato subito. Vivendo a Roma tra il lavoro eccessivo e le condizioni di vento non ottimali era difficile poter proseguire questa disciplina. Quindi in un giorno caldissimo di luglio abbiamo deciso di prenderci una pausa e metterci in viaggio per seguire le nostre passioni. Siamo stati in Cina e siamo andati a cercare il vento in Thailandia senza trovarlo, abbiamo surfato le più belle onde di Canggu e Uluwatu a Bali in Indonesia e finalmente abbiamo trovato il vento in Vietnam, proprio a Mui Nè dove sono riuscito per la prima volta a planare con il kite, grazie a preziosi consigli July Diep e Blake Olsen e da lì è partita la scintilla. Quando siamo tornati in Italia abbiamo cercato uno spot dove poter praticare con costanza il kite. Facendo ricerche in internet e chiedendo consigli in giro abbiamo scoperto lo Stagnone di Marsala e così siamo venuti qui con l’idea di prenderci una pausa dal lavoro e progredire in questo sport. Approfittando delle fantastiche condizioni che offre questa location sono quindi diventato un vero rider con un buon livello. Oggi mi piace saltare alto e uso anche il surfino strapless. Nel frattempo mentre eravamo qui ci siamo resi conto che c’era una richiesta da parte dei kiter di foto veramente professionali e così abbiamo deciso di creare la nostra agenzia che si chiama Photokitesurf e specializzarci in questo settore. Attraverso la nostra pagina Instagram abbiamo cominciato a divulgare i nostri lavori, compresi i photoshooting realizzati con i campioni strapless capoverdiani, che sono stati apprezzati fin da subito e in meno di cinque mesi siamo riusciti a conquistare più di 1.600 followers da tutto il mondo.

– Che foto ti vengono richieste dai kiter?

A richiedere il nostro servizio sono i kiter amatoriali che vengono allo Stagnone in vacanza, spesso i principianti che vogliono portare a casa un ricordo della loro prima esperienza nel kitesurf, ma anche rider esperti che semplicemente vogliono avere delle belle foto, a volte anche in chiave didattica, al fine cioè di rivedersi durante una manovra, capire bene i movimenti giusti o sbagliati e migliorarsi. In genere con i clienti ci accordiamo per un servizio esclusivo individuale a tempo che può durare da mezz’ora a un’intera settimana di vacanza. Poi ci contattano anche i professionisti del settore e in particolare gli atleti e brand interessati a photoshooting professionali con i flash da studio portatili. Infine ci sono gli eventi sportivi che seguiamo per i magazine di settore.

– Fotografare in mare non è semplice: la luce è diversa, il soggetto è in movimento, l’attrezzatura è esposta agli agenti atmosferici. Quali sono secondo te le buone qualità di un fotografo di water sport?

Fotografare i kiter è piuttosto complesso e richiede un’abilità notevole. Bisogna avere una perfetta padronanza della luce, della composizione, dei tempi di esposizione. Soprattutto da parte di un fotografo è necessario conoscere bene lo sport in sé perché il nostro lavoro è quello di anticipare, essere pronti, capire dove il rider sta andando, cosa intende fare e soprattutto quando. Il nostro obiettivo è usare al meglio la luce, avere un’ottima inquadratura e catturare il meglio di quanto avviene in acqua e fare sprigionare la bellezza di questo sport e di chi lo pratica. In questo senso essere un praticante mi aiuta tanto.

– Lo Stagnone con la sua acqua sempre piatta e soprattutto con i suoi bassi fondali per un fotografo offre un bel vantaggio, è così?

Sì assolutamente, è possibile posizionarci sempre al centro dell’azione, essere vicini ai rider e raggiungere i rider senza l’uso di imbarcazioni.

– Che tipo di attrezzatura utilizzi per il tuo lavoro e in particolare a quali fotocamere di affidi?

Per la fotografia di kitesurf come prima macchina utilizzo la Nikon D500 che ha un autofocus che è il top di gamma del brand e ottiche molto lunghe e pesanti, attualmente un 150-600 mm corrispondente a un 230 per 900 mm massimi, che ci consentono di riprendere da molto vicino i rider e al tempo stesso stare in posizione di sicurezza, soprattutto quando lavoriamo con i principianti che spesso hanno problemi di controllo dell’ala, ma anche i rider esperti possono sbagliare. L’ultima cosa che vogliamo è che ci cada l’ala addosso con possibili danni a noi e all’attrezzatura. Per la fotografia subacquea invece che facciamo con atleti professionisti utilizziamo ottiche più corte e anche flash da studio portatili che ci consentono di fotografare con luce scarsa e al tramonto per avere la miglior resa cromatica possibile.

– Oltre alle foto realizzi anche video giusto?

Sì certo, possiamo girare anche video con risoluzione 4k sia da terra che in aria con utilizzo di Droni. Qui allo Stagnone ci sono delle location davvero eccezionali, gli scenari sono tanti e molto suggestivi, dall’acqua piatta alle spiagge sul mare con acqua cristallina come ai Caraibi.

– A lavorare con te qui allo Stagnone c’è la tua compagna Diana. Cosa puoi dirci di lei?

È una ragazza meravigliosa, viene dalla Cina, ha tre lauree tra cui arte, fotografia e design, e ha una prospettiva fotografica, è molto creativa e artistica, devo ringraziarla tantissimo per il suo supporto che ogni giorno mi da. È forte soprattutto sull’attività social e la parte organizzativa e grafica, i contatti con i media. Senza di lei tutto il mio lavoro non sarebbe possibile.

– Mario, chi vuole richiedere i tuoi servizi fotografici come ti trova?

Questo anno ci trovano qui direttamente sullo spot dello Stagnone, incontrarci è facilissimo oppure sulle nostre pagine Instagram e Facebook digitando Photokitesurf. Ho anche un sito personale all’indirizzo www.mariosarago.com dove oltre alle foto di water sport ci sono tutti miei lavori negli altri campi della fotografia che ho frequentato.

Insomma le ragazze, le mogli, gli amici dei kiter che controvoglia vengono precettati per estenuanti e “bagnati” servizi fotografici dagli esiti incerti, da oggi possono rilassarsi perché loro, i rider, possono regalarsi un servizio fotografico professionale delle loro session in acqua da conservare e condividere sui social. Chiunque passa allo Stagnone può contattare un fotografo vero, come Mario Sargò, kiter anche lui, che saprà sicuramente catturare le emozioni delle vostre uscite e, chissà, forse anche quella speciale alchimia che ci fa amare così tanto il kitesurf.

David Ingiosi

Photo Credit: Mario Saragò