La felicità del kitesurf va condivisa, soprattutto in viaggio

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Nel mese di maggio Kitesoul Magazine ha organizzato insieme alla scuola Kitesurf Sardegna un kite trip in quel paradiso che è il Sud Ovest dell’isola sarda: tanto vento, spot di una bellezza mozzafiato, temperature estive e il lusso dello spazio, sia in spiaggia che in acqua. Chi c’era difficilmente dimenticherà quei giorni esaltanti, le risate, le ore passate a planare. Perché c’è poco da fare, dopo un bel kite trip si torna a casa più ricchi.

Il sole ormai è pronto a tramontare. Si staglia a pelo d’acqua all’orizzonte in un fuoco di colori. La maggior parte dei kiter ha abbandonato la spiaggia, ma il vento non vuole smettere di soffiare, anzi dopo qualche minuto di calo d’intensità ricomincia più forte. Sembra quasi invitarci a tornare in acqua per celebrare la bellezza della natura prima che le ombre e il buio inghiottano questo paradiso. Ma anche noi stiamo smontando l’attrezzatura e pur volendo sono i nostri muscoli che dopo ore e ore in acqua semplicemente si rifiutano di flettersi e contrarsi ancora. Hanno dato tutto per oggi. Ma non importa. Si piegano le vele e si chiudono le barre, si torna anche noi a casa.

Facce da kiter: larghi sorrisi e adrenalina a 1.000

Quello che ci rimane scolpito addosso sono le facce contente, i larghi sorrisi, la meraviglia di un’ennesima giornata piena di vento, di onde, di azione, di divertimento. Una felicità che si rinnova ogni volta che si esce, uguale eppure diversa, sempre pronta a stupirci. Da kiter ci si sente privilegiati, orgogliosi della propria passione che regala emozioni senza pari e soprattutto la felicità di condividere insieme lo stesso sport, la vita in spiaggia e il medesimo esaltante senso di libertà che offe il mare.

Tra le dune e gli stormi di fenicotteri che si stagliano in volo continuiamo a scherzare, a fare battute e commenti sulle evoluzioni che ci hanno visto protagonisti in acqua sottolineando la gioia reciproca di essere ancora lì esausti, ma soddisfatti come bambini.

Ma quanto è social il kitesurf?

È incredibile come il kitesurf possa essere al tempo stesso uno sport tanto solitario in acqua, quanto “social” a terra. Sembra quasi impossibile tenere per sé questa felicità e la valanga di emozioni che ci travolgono a ogni uscita, soprattutto perché sono le stesse per tutti. I kiter sono una tribù che parla una lingua comune, vive le stesse esperienze e ognuno si riconosce nell’altro. Lo stare insieme è il vero motore di questo sport che non a caso è artefice di amicizie intense, durature e sempre molto speciali. Si esce insieme, ci si supporta, si progredisce, si affrontano gioie e dolori, si condividono le attese del vento, la ricerca dello spot migliore e a poco a poco si diventa fratelli e sorelle.

Soprattutto si parte insieme per vacanze all’insegna della propria passione con l’obiettivo di prendere tutto il vento possibile, stare in acqua ogni giorno e regalarsi momenti di puro piacere. Ecco qual’è il vero segreto dei kitecamp: gli amici. Provate a partire da soli: certo, siete liberi di scegliere posti e tempi, prenotare voli e hotel direttamente dal vostro pc, scoprire spot da sogno in giro per il mondo. Se siete viaggiatori esperti, il fai-da-te certo non vi spaventa e probabilmente in certi casi vi permette anche di risparmiare sui costi delle vostre vacanze. Ma quello che è altrettanto sicuro è che vi perdete un ingrediente importante dell’essere kiter, la condivisione, il gruppo, le amicizie.

Chi parte solo, si perde la vera festa

Partire in gruppo è come una festa, ci si conosce tutti dopo pochi minuti, si scambiano esperienze, si sfrutta il passaparola. In acqua ognuno per sé naturalmente, ma in spiaggia si marca il territorio, si lascia l’attrezzatura tutta insieme, come un piccolo villaggio che presidia la spiaggia. C’è la possibilità di confrontarsi sulla tecnica, darsi suggerimenti e dritte sulle manovre e i trick da chiudere, si crea del sano agonismo e ci si motiva a vicenda per superare le difficoltà, le insicurezze o le paure. Altro vantaggio del kitecamp di gruppo è la possibilità di provare attrezzature differenti, un trapezio, un’ala, una tavola. Si vivono esperienze di riding diverse e si comincia ad avere una visione più larga e approfondita di questo sport. Si fanno le foto, si girano video, si ride tanto. Tutto insieme è più veloce, intenso, divertente.

Una cosa è certa: quando si partecipa a un kitecamp si torna diversi, più ricchi, più bravi, più felici e soprattutto con un’agenda di nuovi numeri da chiamare, quelli degli amici che si è appena lasciati e che non si vede l’ora di incontrare ancora per stare insieme, uscire in mare oppure partire per un altro meraviglioso viaggio da kiter.

David Ingiosi

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