Kitesurf in Francia: ora parla la Ika

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Kitesurf in Francia: ora parla la Ika

Il presidente dell’International Kiteboarding Association è andato a Parigi a presentare l’attività della Ika ai dirigenti della Federazione Francese di Vela dopo che questa ha ricevuto la delegazione dal Ministero dello Sport alla gestione del kitesurf. Ecco cosa ha detto Mirco Babini.

Lo scorso 26 gennaio Mirco Babini, Presidente dell’International Kiteboarding Association (Ika) ha incontrato a Parigi i dirigenti della Federazione Francese di Vela. Si tratta della prima visita ufficiale tra i membri dei due enti a distanza di qualche settimana dall’annuncio del Ministero dello Sport francese di assegnare la delegazione della disciplina del kitesurf alla Federvela sottraendola dopo 11 anni alla Federazione Francese del Volo Libero. Babini e Jean Pierre Champion di nuovo insieme quindi dopo avere già constatato come membri di World Sailing (Federazione Internazionale della vela) che i propri progetti di sviluppo riguardo la disciplina sono in perfetto accordo.

– Mirco, puoi presentarci l’IKA?

«L’International Kiteboarding Association ha l’obiettivo di sviluppare, organizzare e promuovere la pratica del kitesurf nel mondo. A questo titolo siamo membri di World Sailing e come associazione di classe contiamo oltre 60 paesi membri. Raggruppiamo tutte le discipline del kiteboard e il nostro scopo è sviluppare la sua pratica in maniera globale attraverso le scuole di vela. Più facciamo avvicinare oggi i giovani a questo sport oggi, maggiori praticanti ci saranno in futuro. Ecco perché aiutiamo molti paesi a sviluppare la disciplina attraverso degli stage nazionali che organizziamo insieme. A livello sportivo lavoriamo molto sul formato di gara, le regole di classe e di navigazione, che come sapete fanno parte delle regole di regata».

– Sono molti i praticanti in seno all’IKA?

«Sì, ed è un pò quello che ci differenzia dalle altre associazioni di classe più classiche, come per esempio quella del Nacra, dell’RS:X e del Laser. La nostra peculiarità è di essere multidisciplinari, ecco perché raggruppiamo cinque classi riconosciute da World Sailing. C’è la Formula Kite come disciplina monotipo su Foil, con attrezzatura definita, che abbiamo proposto al Cio per i Giochi Olimpici. Poi abbiamo il Kitefoil, disciplina che incoraggia lo sviluppo dei materiali poiché ogni atleta sceglie la propria attrezzatura, si tratta di una classe senza limiti che promuove la ricerca pura sull’evoluzione di soluzioni tecniche e prestazioni. Poi ancora c’è lo Slalom o TwinTip Racing che è stato scelto come format per i Giochi Olimpici Giovanili del 2018. Quindi l’Expression o Freestyle, il Big Air e il Wave, il cui circuito professionale è stato affidato a un’organizzazione esterna indipendente, un po’ come è successo al PWA per il Funboard. Infine c’è una classe Open che raggruppa tutte le altre discipline, come per esempio lo Speed che a sua volta comprende Speed Crossing e record di velocità».

– Quali saranno i grandi eventi del calendario Ika quest’anno?

«Ne abbiamo molti in programma, in virtù della nostra dimensione multisciplinare. Vorrei citare per il Formula Kite, disciplina considerata da World Sailing per la Coppa del Mondo di Vela, le tappe di Hyére (Francia) e la finale di Santander (Spagna), oltre al Campionato del Mondo che sarà disputato nell’Oman. La Kitefoil Gold Cup che comprenderà diverse tappe di qualificazione alle World Serie e il Campionato del Mondo a fine anno. Ad oggi abbiamo eventi in programma in Italia, Germania, Cina, Vietnam ed Emirati Arabi con il Campionato del Mondo che forse si correrà in Francia. Per il Twintip Racing quest’anno organizziamo il Primo Campionato del Mondo Giovanile in Corea a settembre. Ci sarà anche il Campionato Europeo a luglio in Italia. Infine il Campionato Mondiale Speed che si disputerà negli Stati Uniti a ottobre e altre prove di velocità in attesa di conferma».

– Avete citato i Giochi Olimpici Giovanili e i vostri rapporti con il Cio. Le Olimpiadi sono una parte importante dei vostri programmi?

«I Giochi Olimpici Giovanili saranno un grande evento in Argentina. Il kitesurf sarà presente per la prima volta come disciplina velica. È molto importante per noi perché dimostrerà come la nostra disciplina possa incarnare appieno lo spirito olimpico, è molto spettacolare e in linea con i formato delle Olimpiadi. Il nostro obiettivo è di essere presenti ai Giochi Olimpici del 2020 sia come sport vetrina sia come disciplina vera e propria con le sue medaglie. Stiamo lavorando molto con World Sailing su questo tema che rappresenta un scommessa per tutti, Cio compreso. La formula proposta del Formula Kite sarà la stessa dei 49er e i Nacra, con una finale in cui chi taglia per primo la linea del traguardo vince la medaglia. Speriamo di farcela nel 2010 o al più tardi nel 2024 a Marsiglia».

– Cosa cambia per Ika il fatto che la Federazione Francese di Vela abbia ottenuto la delega per il kitesurf in Francia?

«Semplifica l’organizzazione della nostra disciplina. Per gli eventi internazionali l’iscrizione degli atleti francesi sarà più facile e potremmo allo stesso tempo assegnare l’organizzazione di eventi internazionali a circoli francesi. Sono convinto che questo cambiamento rappresenti un passo in avanti per lo sviluppo del nostro sport. La Francia è un grande paese con molti spot dove praticare il kitesurf e la vela è uno sport assolutamente ben radicato. Lo sviluppo di numerose scuole di kitesurf permetterà di aumentare il numero di praticanti. Essendo inoltre la formazione velica in Francia di assoluta qualità, ciò permetterà di aumentare ulteriormente il livello dei rider. Il cambio di rotta è molto interessante e farà decollare la nostra disciplina».

Maggiori informazioni sul sito ufficiale della International Kiteboarding Association: http://internationalkiteboarding.org

Articolo a cura di David Ingiosi