Irene Tagliente, felice tra i piccoli campioni

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Irene Tagliente, felice tra i piccoli campioni

Dopo l’approvazione del nuovo consiglio direttivo la Classe Italiana Kiteboarding è già al lavoro per la stagione 2017. Tra gli obiettivi del programma la formazione giovanile sempre più protagonista nel calendario di eventi nazionali e internazionali. Irene Tagliente, atleta nazionale e istruttrice, ci parla della sua esperienza sul campo nella IV Zona (Lazio).

È passata ormai qualche settimana dall’approvazione del nuovo consiglio direttivo della Classe Kiteboarding Italia avvenuta lo scorso 22 gennaio a Roma. Il presidente uscente Michele Galifi Cerquetti ha presentato la sua relazione sull’attività 2017 e passato le consegne a Mirco Babini che guiderà la classe insieme agli altri consiglieri eletti: Stefano Bertini, Luca Valentini, Claudio Alessandrello e Simone Vannucci. Lo stesso Michele Cerquetti ha annunciato che in ogni caso continuerà a dare il suo supporto all’associazione come Socio Onorario.

Un nuovo capitolo per i piccoli rider del Lazio

Quali novità sul fronte dell’attività di classe? Per la IV zona (Lazio) e in particolare per la stagione degli Juniores la redazione di Kitesoul ha raggiunto Irene Tagliente, atleta italiana e istruttrice Csen, che ci racconta dal suo punto di vista gli obbiettivi e il programma per il 2017:

– Irene, come si annuncia la prossima stagione agonistica?

“Le attività in ballo sono molte, le Zone in fermento e grazie al supporto della FIV qualcosa sta cambiando, soprattutto per gli Juniores in vista delle prossime Olimpiadi che li vedranno protagonisti con la disciplina TT-Race. La IV Zona (Lazio) parte di slancio organizzando i primi raduni pre-Campionato Italiano e allungando lo sguardo all’Europeo che si terrà nel mese di luglio a Gizzeria, in Calabria. Credo sia un momento importante per tutti i ragazzi che hanno già abbracciato questa disciplina e per quelli che, oggi magari ancora troppo piccoli, sognano di poter volare in kite nel prossimo futuro. Le premesse ci sono tutte per creare un vero team di altissimo livello. Intanto i ragazzi della IV Zona avranno a disposizione un’equipe di esperti per rispondere a tutte le domande sulle tecniche di regata oltre al supporto in mare. La storia è ancora tutta da scrivere ma con Andrea Beverino come delegato CKI per il settore giovanile iniziamo a scrivere le prime pagine di un nuovo brillante capitolo”.

– Qual’è il tuo supporto ai ragazzi che scelgono il kitesurf come disciplina sportiva?

“Come atleta e istruttrice continuerò di fare del mio meglio per far crescere i piccoli che già sono diventati grandi, non trascurando la formazione e gli aggiornamenti della FIV. Anni fa ho aperto un’Associazione (La Casa dei Giovani Kiters) che ha come obiettivo primario quello di supportare i più piccoli e ancor di più quelli con potenzialità evidenti. Negli anni sono stati creati eventi di avvicinamento alla disciplina e sono stati sponsorizzati, per quanto possibile, degli atleti. Girando per i vari spot ho avuto la possibilità di notare piccoli talenti. Spero di poterli accompagnare anche in traguardi più grandi e comunque di crescita personale. Stiamo mettendo le basi per creare un team sin dal primo Raduno della IV Zona. Sarei felice di accompagnare e veder gareggiare i ragazzi/e che ho visto crescere”.

– A te l’esperienza come atleta e come coach quali valori ha insegnato?

“Lo sport fa parte della mia vita da sempre e so quanto sia importante per la crescita personale il concetto di gruppo e il peso che avrebbe un indirizzo federale nel futuro di questi ragazzi. Siamo abituati a sentire parlare di kite come sport in libertà, questo è vero. Grazie al kite spesso abbiamo la possibilità di navigare in luoghi incontaminati ma ritengo che in acqua e a terra non vada tralasciato il concetto di rispetto. Il kite è uno sport che crea aggregazione in attesa del vento e la voglia di condividere emozioni. È uno sport che porta inevitabilmente all’aiuto del prossimo, sin dall’inizio per alzare o abbassare il kite, fino al soccorso se un altro rider è in difficoltà. Mi piacerebbe continuare a vedere nelle spiagge e tra i rider questa filosofia che credo sia alla base del vivere civile ma che purtroppo a volte viene meno”.

– Il tuo home spot è da sempre Fregene. Non sembra passarsela bene, giusto?

“Per quel che riguarda la situazione a Fregene ci sentiamo tutti un po’ trascurati dalle istituzioni. L’erosione che sta avvenendo a Fregene Sud non ha eguali nella storia della costa ma ad oggi non sono stati presi provvedimenti concreti per la messa in sicurezza. Ma noi non molliamo e nel frattempo troveremo una soluzione, come ormai avviene da anni”.

David Ingiosi