Il kitesurf è contagioso se hai un papà come McGiver

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Un rider costruisce al figlio piccolo un simulatore per divertirsi e prendere confidenza con barra, tavola e manovre. Il risultato è un video molto divertente che fa riflettere su quanto il kitesurf possa coinvolgere i ragazzi anche in tenera età. L’importante è avere l’attrezzatura giusta e personale qualificato e specializzato nell’insegnamento ai più piccoli. Oppure un padre fico e amante del fai-da-te.

Il kitesurf è uno sport per tutta la famiglia. Chi si tiene in forma può farlo anche a settant’anni e oltre con grande soddisfazione. Anche i più piccoli però possono cominciare molto presto a planare e divertirsi. Quanto presto? Ufficialmente a partire dagli 8 anni. Poi dipende dalla conformazione fisica del bambino, il suo peso e la sua capacità di concentrarsi.

Come in altri sport i ragazzini hanno una marcia in più nell’apprendimento perché sono intuitivi, entusiasti, imparano presto, prendono tutto come un gioco e soprattutto non hanno paura. Per gli addetti alla formazione tuttavia non è così semplice e qualsiasi istruttore sa bene quanto un bambino possa essere impegnativo sul piano didattico e dell’attenzione alla sicurezza. Il kitesurf è uno sport molto tecnico e spiegarlo a un bambino può essere non solo ostico, ma anche controproducente. La noia è dietro l’angolo non appena si comincia a spiegare la finestra del vento o le forze in gioco quando decolliamo o atterriamo l’ala. Funziona molto di più l’emulazione, il linguaggio figurato, l’accompagnare in modo sapiente il loro istinto, piuttosto che spiegargli cose difficili attraverso parole incomprensibili.

Ali, tavole e trapezi kid, non così facili da trovare

Un altro problema non trascurabile è l’attrezzatura. Non tanto le ali perché ormai quasi tutti Brand hanno in catalogo kite da 2, 3, 5 metri quadrati. Più difficile però è trovare barre piccole e leggere, con chicken loop della giusta misura oppure ancora tavole e pad dedicati ai più piccoli. Per non parlare dei trapezi, quasi impossibili da trovare in taglie kids.

Nonostante queste difficoltà sempre più ragazzini e ragazzine vengono attirati da questo fantastico sport e dopo qualche lezione di pratica non è raro vederli al loro agio in planata o addirittura eseguire evoluzioni con il classico sorriso sulla faccia tipico dei rider. Se ancora non è arrivato il momento di entrare in acqua c’è poi sempre la possibilità di allestire un simulatore a bordo piscina e far scatenare i nostri figli in attesa del battesimo salato. È quello che ha fatto un papà con il suo pupillo girando un video che è un piacere vedere. È così piccolo che come tavola usa uno di quei bodyboard giocattolo al quale sono state fissate degli strap. Insomma l’insieme è un po’ posticcio, ma non l’entusiasmo del ragazzino che si cimenta in salti e 360 a go go. Guardate e sorprendetevi anche voi!

David Ingiosi