Costumi Patagonia, la produzione è responsabile

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Realizzare il prodotto migliore, non provocare danni inutili, utilizzare il business per ispirare e implementare soluzioni per la crisi ambientale. È questa la filosofia di Patagonia, azienda californiana di abbigliamento specializzata nell’outdoor, che per l’estate 2017 presenta la linea di board shorts da uomo e i bikini da donna Swim&Surf realizzati in stabilimenti Fair TradeCertified™. Per ogni modello acquistato un bonus in denaro ai lavoratori delle proprie fabbriche.

Dietro un abito che indossiamo non c’è solo lo stile, la moda, la funzionalità e l’appeal di quel capo. C’è anche una visione del mondo, una precisa scala di valori e una sensibilità sempre più forte rispetto ai processi produttivi che un determinato brand porta avanti. In particolare oggi che il mercato mondiale spinge le aziende di abbigliamento a produrre nei Paesi dell’Est per ridurre i costi della forza-lavoro c’è il grande tema dei lavoratori che partecipano alla produzione, la loro qualità di vita, le loro retribuzioni, i loro diritti umani. Le stesse aziende sono chiamate a incentivare filosofie sostenibili e una maggiore trasparenza verso la clientela circa queste tematiche.

 

Compri un costume, c’è un bonus per i lavoratori

Una di queste Patagonia, brand californiano fondato da YvonChouinard e leader mondiale nel panorama outdoor, è la prima azienda al mondo a produrre la propria linea di costumi da bagno per uomo e donna in stabilimenti interamente certificati Fair Trade™. Che cosa vuol dire? In pratica per ogni articolo Fair TradeCertified™ realizzato con il marchio Patagonia, l’azienda assegna un bonus in denaro direttamente su un conto intestato ai lavoratori, che decideranno come utilizzare questi benefit in maniera completamente autonoma e senza ingerenza dai parte dei responsabili delle fabbriche.

Abbigliamento: la parola chiave è Fair Trade

Con questa iniziativa che Patagonia porta avanti già dal 2014 l’azienda californiana si pone come obiettivo di migliorare lo standard di vita dei lavoratori che realizzano le proprie collezioni. Patagonia, infatti, non è proprietaria degli stabilimenti con cui collabora, pertanto il programma Fair Trade è uno dei modi che consentono all’azienda di incrementare le retribuzioni dei lavoratori sia direttamente che indirettamente. In questo modo, Patagonia è in grado di avere un impatto diretto su una delle maggiori problematiche che interessano il settore della produzione di abbigliamento: l’ottenimento di retribuzioni più congrue per i lavoratori. Questa certificazione richiede inoltre che gli stabilimenti dimostrino di essere conformi a un severo standard di regole ambientali e sociali in grado di garantire condizioni di lavoro eque e sicure.

A maggio 2016, più di 7.000 persone impiegate nelle fabbriche e negli stabilimenti che confezionano capi di abbigliamento Patagonia hanno beneficiato del programma Fair Trade e hanno guadagnato complessivamente 430.000 dollari extra grazie alla partecipazione al programma Fair Trade.

Surfisti, utenti responsabili

Un progetto esemplare e all’avanguardia quello di Patagonia che ha annunciato che a partire dall’estate 2017 tutti i board shorts da uomo e i bikini da donna della linea Swim&Surf sono realizzati in stabilimenti Fair TradeCertified™. Scegliendo tali prodotti con l’etichetta Fair Trade, i nostri acquisti giornalieri potranno quindi migliorare la vita quotidiana dei lavoratori di un’intera comunità. La collezione Surf &Swim certificata Fair Trade può essere acquistata nei punti vendita Patagonia,negli store specializzati e su Patagonia.com.

David Ingiosi