Tutti fermi: parla il re della velocità

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Il mondo del kitesurf si divide in due categorie: quelli che vogliono saltare più in alto possibile e quelli che invece cercano di andare sempre più veloci. I primi sono la maggior parte dei rider, tutti discepoli del Freestyle e devoti del Big Air, che rappresentano le discipline più popolari e diffuse di questo sport. Il secondo gruppo invece è costituito da un pugno di eroi solitari, una setta a parte fatta di gente con la velocità nel sangue, giocolieri del rischio e prigionieri di una micidiale ossessione: diventare i kiter più veloci al mondo. Alexandre Caizergues è uno di loro e si racconta a Kitesoul.

La velocità è una sfida per pochi, pochissimi, arroccati in una lotta con sé stessi e i propri limiti, in una battaglia contro la natura e le accelerazioni gravitazionali. Un gioco serio per bambini cresciuti che si rincorrono l’un l’altro spinti dal vento. Se non fosse che a giocare con la velocità, si rischia la vita, in terra come sull’acqua. Uno dei re planetari del kitesurf ad alta velocità è il francese Alex Caizergues. Vedere i suoi video disseminati nella rete in cui plana sull’acqua a velocità disumane mette i brividi. Sembra un guerriero post atomico: indossa caschi affusolati da cross in carbonio, maschere da piloti, mute rinforzate e accanto ad attrezzatura da kite di serie, usa anche prototipi, in particolare tavole lunghe e strette con una o due pinnette e poppa a coda di pesce che progetta, realizza e collauda sulla propria pelle.

Atleta del team internazionale F-One, Alex va a tutta da una vita e non gli basta mai. Ma perché lo fa? Ce lo spiega lui stesso in questa intervista.

– Ciao Alex, come stai e cosa stai facendo in questo periodo?

Hey ragazzi! Va alla grande, grazie! Al momento mi sto allenando per essere pronto per la Coppa del Mondo di velocità che si disputerà in Oman nella prima settimana di agosto. Mi sto anche allenando molto in bicicletta con la Honda;-).

– Dove sei cresciuto, quando hai cominciato a praticare il kitesurf e cosa ti ha attirato di più di questa disciplina?

Sono cresciuto in una piccola cittadina nel Sud della Francia che si chiama Port-Saint-Louis, dove vivo tutt’ora e dove ho imparato il kitesurf (dopo il wakeboard e il windsurf). La prima cosa che mi ha attirato del kitesurf è stata probabilmente l’altezza dei salti. Ricordo che dopo appena un mese (diciamo un meso di pratica molto intenso devo riconoscere) ero capace a saltare sopra i miei amici che facevano windsurf. È stato incredibile!

 

– Stai battendo il tuo sentiero in modo eccezionale nel mondo dell’alta velocità. Che cosa ti motiva di più, cosa ti ispira e come riesci a stare al top di questo sport?

La cosa che mi da più motivazione è quella di riuscire a vivere della mia passione. È come un sogno e ormai dura da più di dieci anni! Naturalmente c’è anche l’amore per la velocità, adoro andare forte, sempre e comunque. Ci sono delle persone che effettivamente mi hanno ispirato molto nel corso della mia carriera. Prima di tutti Björn Dunkerbeck, la leggenda del windsurf che è stato capace di essere tra i più forti al mondo per oltre venti anni. Un grande ragazzo con un cuore generoso. Ho avuto modo di correre con lui in Namibia nel 2005 e all’epoca lui era ancora più veloce di me;-). Poi potrei citare Jean-Michel Bayle, un’altra leggenda francese del motocross che è stato il primoa battere gli statunitensi e diventare campione del mondo, dopodiché è passato al Moto GP e anche lì ha fatto una grande carriera. Al momento c’è un ragazzo che si chiama Bertrand Picard ed è il pilota di Solar Impulse, che mi sta ispirando molto sia per stabilire nuovi record sia cercando di portare avanti nuove soluzioni “green” per migliorare la nostra via sul pianeta. Per essere al top in questo sport non ci sono soluzioni miracolose. Le parole chiave sono semplicemente “lavoro” e “motivazione”. Lavorare molto su te stesso, con i tuoi partner e con gli sponsor. La motivazione è una necessità che ti aiuta a concentrarti sugli obiettivi e essere capace di raggiungerli.

– Puoi descrivere perché ami tanto la velocità?

Credo che sia il fatto che adoro quel feeling, andare veloce per me è sempre stato un piacere. Mi ricordo ancora la mia prima corsa in moto dietro la sorella di un mio amico. Avevo circa 10 anni e sorridevo quando lei accellerava. Da quel momento in poi non ho più potuto fare a meno di correre a tutta velocità dietro a un volante (compreso andare a 160 chilometri orari mentre mia madre mi dava lezioni di guida) oppure quando ho fatto la mia prima planata in kite nel mio home spot!

– Credi che il kitesurf ad alta velocità possa avere ancora dei grandi margini di evoluzione? In quale direzione secondo te?

Credo onestamente che il kitespeed non può evolversi così tanto. Tre o quattro anni fa abbiamo assistito alla comparsa delle tavole da speed giganti ed è stato micidiale per il vento leggero. Non mi sono mai piaciute personalemente ma il mio amico Rob Douglas ha spinto il concetto molto avanti ed è stato in grado di raggiungere i 45 nodi di velocità di media con soli 18 nodi di vento. Una prestazione eccezionale! Due anni fa ho cominciato a fare kitespeed con i foil per i venti leggeri e ho scoperto che i abbinamento a tavole speed classiche andavo molto più forte! Tutto bene! Prefersico però navigare con venti forti con un kite pump e una classica speedboard, questo è il massimo!

– In che modo i tuoi sponsor, compreso F-One, ti aiutano a centrare i tuoi obeittivi?

Faccio parte del team interzazionale F-One dal 2005, sono ormai 12 anni, wow il tempo vola! Ho un gran rapporto con tutto il team di Montpellier, per me è come una seconda famiglia. Raph, il boss, è stato il primo a credere in me nel 2005 quando ho realizzato il mio primo record in Namibia nell’ottobre di quell’anno (il secondo miglior tempo di quell’evento) e decise di coprire tutte le mie spese di viaggio. L’anno successivo sono entrato definitivamente nel team ufficiale. Abbiamo sviluppato da quel momento la miglior attrezzatura, realizzato tanti prototipi si a livello di kie che di tavole, speso infinite ore in acqua sempre con una gran passione. Avere un team così che ti supporta è un bel vantaggio rispetto ai tuoi avversari. Ricordo quando ero a Lüderitz (in Namibia) nel 2008 a confrontarmi con i venti più forti che avevo incontrato in vita mia e fortunatamente ho ricevuto i nuovi prototipi per un mese di evento. Ricordo il giorno della gara ho visto un pacco della UPS arrivare in hotel, ho aperto la scatola e c’era una bellissima tavola gialla. Raph mi chiamò al telefono e mi disse di aggiungerci solo le strap e le pinne  e stare sicuro che sarei andato più veloce. Nel secondo run di quel giorno ho fatto una media di 50.57 nodi, il nuovo record del mondo! Quindi avere un team come il mio veramente fa la differenza. Avere anche Ouest Provence (la città dove sono cresciuto e dove vivo da 38 anni) che mi supporta dal 2007, Engie (un’azienda di energia) dal 2009 oppure Honda Moto dallo scorso anno, avere tutti questi sponsor con me è stato un passo avanti fantastico nella mia carriera. Con il budget che riesco ad accumulare ogni anno sono diventato un kiter professionista al 100 per 100. Questo vuol dire che posso dedicare la mia vita a testare il materiale, allenarmi e stare in acqua il più possibile, viaggiare e partecipare alle competizioni, insomma essere concentrato sui miei obiettivi.

– Come membro del team F-One quale attrezzatura utilizzi e perché ti piace? Costruisci anche tu alcuni componenti, è così?

In vase a quello che voglio trovo sempre l’attrezzatura perfetta nel catalogo di F-One. Naturalmente il mio kite preferito è il Furtive, il migliore per andare veloci e anche saltare molto in alto. È quello che uso nelle competizioni.  Invece se voglio fare kiteloop oppure uscire per una session wave prendo il Bandit. Infine per venti leggeri o per le competizioni di foil uso il Diablo.

– Quali sono nel mondo i migliori spot per planare a tutta velocità?

Non ci sono in realtà molti spot nel mondo che risultano ottimali per la velocità Naturalmente il mio homespot Port-Saint-Louis nel Sud della Francia è tra i miei favoriti e ce l’ho nel cuore. Poi c’è Walvis Bay in Namibia, probabilmente lo spot di acqua più piatta che io abbia mai visto nella mia vita. Direi anche Sotavento a Fuerteventura, molto downwind ma tra le onde puoi raggiungere ottime velocità. Per concludere, ma si tratta di spot artificiali costruiti esclusivamente per i tentativi di record di velocità, c’è Lüderitz in Namibia e Salin-de-Giraud (molto vicino a Port-Saint-Louis) che sono gli spot più veloci del mondo. La cosa buona è che ci sono ancora tati spot sconosciuti nel mondo tutti da scoprire. Per esempio questa estate andremo a vederne uno in Oman sull’isola di Masirah Island, quindi rimanete sintonizzati!

 

– Quanto è importante il fitness nel tuo piano di allenamenti?

Naturalmente se vuoi essere più forte dei tuoi avversari hai bisogno di allenarti di più… In genere alleno molto le gambe e faccio del cardio, ma sinceramente non mi appassionano molto. Preferisco passare il mio tempo in acqua!

– Qualche anno fa hai scritto un bel libro dedicato alla tua vita e alla tua carriera. Hai in cantiere altri libri o contenuti editoriali?

Il mio primo libro è stato una vera avventura e ha ottenuto un buon successo: 5.000 libri stampati di cui quasi tutti venduti. Non ho in programma di scriverne altri al momento anche se sono pieno di idee che potrebbe essere sviluppata in qualche nuova edizione. vedremo!

– Come riesci a bilanciare le competizioni, il lavoro per i media e le session di kitesurf libere?

L’equilibrio viene dalla passione. Tutto quello che faccio al momento, gare, lavoro per gli sponsor, i meda, il free kiteng è una vera passione per me e adoro quello che faccio. Così non è mai un sacrificio ma sempre un piacere…

– Hai in programma qualche viaggio particolare o nuovi progetti che puoi raccontarci in questo 2017 e quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?

La tappa del Campionato del Mondo in Oman ad agosto, un viaggio a Aitutaki (Nelle Isole Cook) alla fine di agosto e un nuovo tentativo di record mondiale a novembre nel Sud della Francia. Un calendario piuttosto fitto ma non vedo l’ora di fare tutto!

David Ingiosi

www.alexcaizergues.com

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