Sebastian “Buzzy” Witzleben: in Core siamo dei fanatici delle prestazioni!

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Abbiamo colto l’occasione del Core’s International Meeting 2018 sull’isola di Sal per intervistare Sebastian “Buzzy” Witzleben che insieme a Frank Illfrich costituisce il “cuore creativo” delle ali e delle tavole del brand tedesco. Uso la parola cuore non a caso, perché questo ragazzo ha una passione speciale per il suo lavoro di design e per il kitesurf. Ecco cosa ci ha raccontato sulla filosofia del Brand riguardo la progettazione, i concept, i materiali e le soluzioni adottate.

– Sebastian, durante queste giornate del meeting passate a testare il Nexus, ma anche tutte le altre attrezzature, vengono in mente tre parole chiave che ci sembrano caratterizzare la produzione Core: alte prestazioni, versatilità e forte identità? Sei d’accordo?

Innanzitutto grazie per queste impressioni e certo, sono assolutamente d’accordo. In Core siamo dei fanatici delle prestazioni e vogliamo che ogni singolo prodotto garantisca il massimo in ogni condizione. È questo l’obiettivo su cui riversiamo tutti i nostri sforzi. Ma vogliamo che queste prestazioni non siano rivolte e apprezzate soltanto da una stretta cerchia di praticanti, ma dalla maggior parte dei rider. Quando sviluppiamo un kite non pensiamo soltanto al suo utilizzo in condizioni specifiche, come per esempio si trovano in alcuni spot, oppure concentrandoci su particolari abilità dei rider. Vogliamo che ogni kiter possa utilizzare le nostre attrezzature al meglio, ovunque e con la sicurezza di progredire ad ogni singola session. Prendi per esempio l’XR, è un kite con cui è stato stabilito il record mondiale di salto, ma è anche un ala con cui ci lavorano tranquillamente le scuole. Oppure il GTS4, un kite con cui si possono tirare dei megaloop micidiali, ma che puoi dare alla tua sorellina che sta appena iniziando la disciplina e farla divertire in completa sicurezza. Ogni nostro prodotto risponde rigorosamente a questi parametri ed è su questa filosofia che vogliamo essere riconosciuti e apprezzati sul mercato.

 

– Stessi parametri che valgono anche per il Nexus, giusto?

Sì certo, il Nexus è il nuovo membro della nostra famiglia, ci piace vederlo in questo modo. Prende il posto del Free, in un certo senso, che era un kite dedicato ai principianti e alle scuole e che ci ha dato molte soddisfazioni. Il Nexus però è un’ala con prestazioni molto più elevate e presenta doti di versatilità di utilizzo incomparabili con il Free. Parliamo di un kite che puoi usare al meglio nelle onde, in acqua piatta per praticare il Freestyle e che di fatto per le sue doti di maneggevolezza ed equilibro è comunque un kite all-round.

– Ogni ala Core può essere utilizzata in una grande varietà di condizioni e soddisfare le esigenze degli amanti di tutte le discipline. State segnando una nuova tendenza del mercato che si traduce anche in una spesa più contenuta per i rider che scelgono il vostro brand e che possono avere un quiver ridotto ma super efficiente e versatile. È così?

Sono molto contento di sentire queste parole perché in effetti lavoriamo su ogni ala facendo in modo che dia il massimo in una certa disciplina, ma sia in grado di regalare grandi soddisfazioni anche in diversi contesti e in ogni caso sulle prestazioni base. Per esempio il rilancio dall’acqua che è un fattore importante di sicurezza. Ogni nostro kite a prescindere dalle sue caratteristiche specifiche deve avere un rilancio eccellente. Joshua Emanuel certamente vuole un kite che si rilanci subito e così vogliono Willow e Steven e io stesso, ma la stessa cosa vuole anche mia moglie o un ragazzino e noi dobbiamo assicurarglielo. Stessa cosa succede per i salti. A tutti noi piace saltare e volare più a lungo che possiamo a prescindere se poi siamo appassionati di Wave o di Freestyle. Così ogni nostra ala permette di saltare al meglio. Vogliamo che un rider che entra in un negozio per acquistare un’ala Core abbia già un’idea di quale direzione prendere in termini di riding, ma anche la certezza di avere sempre un kite con un ottimo feeling sulla barra, versatile e affidabile in ogni condizione.

– Come si coniuga questa esigenza di versatilità assoluta delle vostre ali con le discipline più tecniche, come per esempio il Wave Riding o il Wakestyle?

In questi casi non cerchiamo il compromesso. Sia il Section 2 ma anche l’Impact 2 sono ali su cui abbiamo lavorato molto in questi anni. Non fanno parte dell’Universal Series, perché si tratta di ali con una vocazione più tecnica e specializzata nelle relative discipline, rispettivamente il Wave e il Wakestyle, nel loro modo di volare c’è un’attitudine precisa. Quindi da una parte sono meno versatili, all’inizio possono risultare più ostiche, ma poi ti permettono di crescere con loro negli anni in una direzione precisa continuando a regalarti grandi soddisfazioni.

– La ricerca delle prestazioni e di prodotti comunque versatili è una filosofia che caratterizza anche le vostre tavole. È così?

Sì assolutamente, pensiamo che se compri attrezzatura di scarsa qualità alla fine la compri due volte. In generale una buona tavola è adatta a tutti e vale il suo prezzo. Su tutte le nostre tavole cerchiamo di utilizzare i migliori materiali che naturalmente hanno un costo maggiore, ma solo così siamo sicuri di raggiungere la perfezione. Non ci accontentiamo delle mezze misure. Quanto alla versatilità, nel nostro catalogo di tavole Twintip per esempio abbiamo la Fusion 3 e la Choice 2 che sono più universali e capaci di adattarsi alle esigenze degli appassionati di Freeride e Freestyle, di chi vuole saltare alto, mentre la Bolt 2 è una tavola più radicale, con un set up più duro, che si può utilizzare anche con i boots ma che permette di divertirsi anche a chi si sta avvicinando al Wakestyle o al Freestyle.

Parliamo della barra. La vostra Sensor 2 pur essendo un concentrato di tecnologia si apprezza per la sua semplicità, il diametro ridotto che non stanca le mani e la possibilità di regolare la pressione così come di adattarsi ai kite di varie misure. Che lavoro avete fatto su questo accessorio?

La Sensor 2 credo veramente sintetizzi al meglio la filosofia Core. Ricordo ancora quando cominciammo il lavoro di design su questo prodotto e discutevo con Bernie riguardo all’approccio che dovevamo avere. Abbiamo fin dall’inizio sostenuto il concetto di minimalismo, leggerezza, semplicità e affidabilità. Volevamo una barra anche diretta, veloce, con un buon feeling immediato, resistente nel tempo e in grado di restituire in maniera eccellente il grande lavoro progettuale svolto sui kite. Per quanto riguarda i materiali usiamo solo il meglio che offre il mercato: Dyneema per le linee che assicurano massima resistenza ai carichi in gioco e titanio per l’anima della barra che garantisce massima resistenza e peso contenuto, su questo fin dall’inizio non abbiamo pensato al risparmio. E poi c’è tutto il lavoro sui dettagli che sono sempre importanti: la regolazione del trim ad una linea, lo sgancio rapido a 2 direzioni più corto, più leggero e più compatto di tutti gli altri sistemi, il raccordo girevole posizionato al di sotto della barra che srotola automaticamente le front quando la barra viene tirata in basso, i raccordi alle estremità delle linee prima impiombati e poi cuciti, il vario width per accorciare o estendere la barra. Tutto è concepito con l’idea di avere un pilotaggio efficace, perfetto, sicuro e semplice da usare.

– Sebastian, tu non sei solo un progettista ma un vero e proprio waterman che passa almeno tanto tempo in acqua a testare i prodotti quanto alla scrivania e davanti al pc a pensarli. Non sei da solo però a lavorare ai progetti di Core, giusto?

Sì è vero, non sono io il designer di Core, a ricoprire quel ruolo c’è Frank Illfrich. Io e lui siamo una sorta di coppia creativa, siamo amici ma completamente diversi come carattere. Io parlo tantissimo, sono inquieto, Frank è calmo, completamente focalizzato su ogni singolo dettaglio. In realtà non si può dire chi fa cosa di noi su un certo prodotto perché semplicemente mettiamo insieme la nostra energia e la nostra esperienza e raggiungiamo l’obiettivo. La gente che ci vede parlare per ore in spiaggia può chiedersi cosa abbiamo da dirci, ma in realtà noi amiamo il nostro lavoro, non posso nemmeno parlare di passione o di talento, semplicemente abbiamo bisogno di quello che facciamo.

– Gli altri membri della vostra crew come partecipano a questo lavoro a due?

Cerchiamo di raccogliere e prestare la giusta attenzione ai feedback di tutti, a partire dagli atleti naturalmente, ma anche dal responsabile vendite o quello del marketing, dagli ingegneri fino ai singoli dialers in giro per il mondo. In Core ci reputiamo una famiglia, ognuno di noi è importante e coinvolto direttamente nei nostri obiettivi.

Testo: David Ingiosi

Foto: David Ingiosi, Core Courtesy