Salvatore Mirabile: le onde di Petrosino sono la mia felicità

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Nato in Svizzera, ma di sangue siciliano, Salvatore Mirabile è uno dei migliori waver italiani, con un titolo nazionale Grand Master conquistato nel 2018. In questa intervista ci racconta degli spot siciliani in cui si allena, della comunità di local appassionati di onde e della tappa del Campionato Italiano Wave che quest’anno ha deciso di organizzare lui stesso, proprio qui nel suo home spot: il Killer.

Salvatore scende dal suo furgone nero metallizzato, impeccabile, brandizzato Duotone, con il passo lento e sicuro. Il suo viso abbronzato e il sorriso aperto raccontano però molto meglio la passione vera di questo imprenditore nato in Svizzera, ma con sangue siciliano autentico. Un passato nelle gare di motociclismo su pista e poi l’incontro con il kitesurf prima e la disciplina Wave dopo che lo hanno reso un uomo nuovo. Anzi, come dice lui: “lo hanno fatto tornare bambino”, con la voglia di divertirsi inseguendo le onde. Un gioco che in realtà prende molto seriamente e non a caso quando ne parla gli si illuminano gli occhi.

Salvatore Mirabile è uno dei più forti waver in Italia, lui che ha iniziato 4-5 anni fa, ma la sua passione per questo sport è più forte del tempo, è frutto di un incontro magico che gli ha cambiato la vita e colmato la sua sete di natura, sfide e adrenalina. Si è messo in testa di far conoscere le onde della Sicilia a quante più persone possibile. Marsala infatti è conosciuta in tutto il mondo per lo spot dello Stagnone, una laguna di acqua piatta che piace tanto a principianti e freestyler, ma il kitesurf in mare negli spot limitrofi non ha nulla da invidiare alle onde internazionali più famose, come quelle di Capoverde o Barbados. Ce ne parla in questa intervista, dove annuncia anche la tappa siciliana del Campionato Italiano Wave che lui stesso organizza nel suo home spot: il Killer.

 – Salvatore, a te il Wave ha cambiato la vita, vero?

Sì è così, la mia vita è cambiata completamente. Per me il Wave è una grande passione. Mi fa sentire in un altro mondo, in un’altra dimensione. Quando sono in acqua a surfare le onde mi sento a stretto contatto con la natura. Spariscono tutti i rumori della terraferma, il traffico, i telefonini, etc. C’è solo il suono del vento e delle onde. Per me non c’è una sensazione più bella. Soprattutto quando c’è la perturbazione giusta e le onde giuste. Mi viene un’adrenalina infinita. Torno bambino.

– Spesso chi si dedica al kite Wave viene dal surf. A te è successo lo stesso?

No, ho iniziato direttamente con il kite a 33 anni. Prima con il twintip nel 2007 sul lungomare Boeo, dove c’era Francesco Busetta, vecchia guardia che mi ha fatto da istruttore in mare aperto. Ero affascinato dal kite all’epoca. Io venivo dalle corse motociclistiche in pista, dove l’adrenalina è al top, ma devo ammettere che il passaggio al kitesurf mi ha restituito emozioni superiori. Ora col Wave è al massimo. Con gli anni poi si cresce, si acquista esperienza, si passa per cadute e incidenti, ma rimane la voglia di giocare e confrontarsi con gli altri, ma anche di fare avvicinare altre persone a questa disciplina. Per me non c’è uno sport più bello.

– Da quando hai iniziato tu, il kite si è evoluto e hai cambiato sicuramente diverse attrezzature, giusto?

Certo ho assistito a tutta l’evoluzione tecnica della disciplina cambiando diversi brand. La mia prima ala era un Torch della Naish, poi dopo un paio di anni sono passato a North e oggi a Duotone. Il mio fornitore è Albino Burgio di Sea Store a Mazara del Vallo che mi ha sempre aiutato. Io stesso sono Ambassador del marchio e mi do molto da fare con foto e video che condivido sui social e il team apprezza. Il mio quiver attuale comprende l’ala Neo, nata per il Wave e come surfini la Pro Session, una tavola radicale, che è per onde grandi, e poi la Pro Wam per condizioni più light. In realtà quando le onde sono piccole mi dedico più allo strapless. La mia manovra preferita è il Rodeo che ho copiato al grandissimo Airton Cozzolino.

– A un certo punto la tua passione ti ha portato all’agonismo con ottimi risultati…

Sì, sono tre anni che partecipo al Campionato Italiano Wave e nel 2018 ho conquistato il titolo Gran Master. Mi piace confrontarmi, avere nuovi stimoli, ci divertiamo molto. In realtà questo sport lo prendo molto seriamente mettendoci la passione, il cuore e l’umiltà. In Italia in questa disciplina ci sono circa 40 atleti, dai Junior ai Gran Master, è un bel gruppo molto affiatato, mi piace passare i giorni di gara con loro, passiamo tutto il tempo a commentare le onde e le manovre, insomma parliamo una lingua comune.

– Come ti sembra la scena del Wave in Italia?

Mi piace, è un settore in evoluzione. Apprezzo il fatto che siamo e ci sentiamo tutti uguali, da Nord a Sud. Il livello ha bisogno di crescere non per gli atleti, visto che alcuni più giovani partecipano anche al Mondiale, ma riguardo gli eventi. Tra i migliori rider ci sono Tony Cili, Francesco Capuzzo, siciliano come me, e il grande Sandro Pisu che nel 2018 si è aggiudicato il titolo assoluto.

– Salvatore, raccontaci gli spot siciliani in cui ti alleni…

Qui in Sicilia è bello perché prendiamo tutti i venti e dopo le perturbazioni che gonfiano il mare al punto giusto si formano delle onde fantastiche. Il mio spot siciliano favorito è il Killer, un nome non casuale. Qui le onde si formano sempre con vento di Ponente e Libeccio. Quando c’è Ponente e il vento gira a Sud Sud Est, lo spot lavora con un side off spettacolare, non c’è uno spot migliore. La qualità dell’onda si avvicina a Ponta Preta a Capoverde, quindi vicina a terra. Si chiama Killer perché per andare a prendere l’onda, in pratica quasi tocchi la riva. Se sbagli sei sulla roccia. Però essendo side off il vento, il kite ti spinge sempre un po’ fuori. L’unica cosa che può succedere è di perdere la tavola e distruggerla se non si ha il leash. Però in tanti anni non si è mai fatto male nessuno.

– E quali altri Wave spot di Marsala ti piacciono?

C’è un altro spot che si chiama Le Roccette ed è di fronte al Killer. Lavora sempre con mare di Ponente però il vento deve essere un Maestrale-Tramontana che soffia side-side off. Poi scendendo verso Sud verso Petrosino c’è lo spot Biscione, il più gettonato. Lì si forma un’onda bellissima, molto lunga e regolare, a 200 metri da riva. La surfata più bella si fa sotto vento, ma bisogna essere esperti. Chi non conosce lo spot deve essere ben sovrainvelato, se cade il kite non lo rilanci più. In realtà scarrocciando si finisce in una baia di acqua bassa, 1,30 m con il fondo di alghe, quindi non è pericoloso. Consiglio a tutti di utilizzare il leash però. Poi noi usciamo in un altro spot che chiamiamo 100 Nodi. Lo usiamo soprattutto l’estate e lavora quasi sempre. Quando allo Stagnone c’è un termico che arriva a 20-25 nodi, qui arriva a 35-40 nodi. Come vediamo andare via i bagnanti che chiudono gli ombrelloni, quello è il segno che è buono! Usciamo a 300 metri dalla costa vicino a un isolotto. Questi spot sono tutti ottimi anche per i principianti, a meno che non ci siano 40 nodi con 4-5 metri di onda, altrimenti le onde sono di 2 metri.

– C’è una comunità di waver a Marsala che escono con te?

Sì, c’è un bel gruppo di 40 local, più alcune persone che vengono dal Nord per vivere questi spot. Sono venuti a trovarci anche top rider, per esempio Alberto Rondina che è veramente bravo.

– All’estero dove preferisci andare a surfare di solito?

Le onde che preferisco sono quelle di Mauritius. È stato il mio primo spot esotico. La prima volta a One Eye è stata un’esperienza tremenda. In spiaggia vedevo un sacco di negozietti che vendevano pinnette. Poi ho capito perché. Praticamente a One Eye al di là della grandezza e la potenza dell’onda, c’è un fondale estremamente basso sul reef. Ho pagato la mia inesperienza. Manawa, lo spot vicino è più facile e per me è stata una grande palestra. Poi ho scoperto Barbados e per me è davvero il paradiso. La prima volta sono rimasto per un mese, 25 giorni di kite mattina e sera. Vento e 4 metri d’onda morbida, bellissima, io sono cambiato lì e ci vado ormai ogni anno: Silver Rock e Silver Sand sono spot fantastici.

– Quest’anno hai deciso di fare il grande salto. Da atleta del Campionato Italiano hai deciso di organizzare una tappa qui a casa tua, in Sicilia. Come mai questa scelta?

Prima di tutto per fare conoscere queste onde siciliane ai rider italiani e non. Qui a Marsala tutti conoscono lo Stagnone, che un top spot a livello europeo, ma senza nulla togliere all’acqua piatta, le onde del versante Sud sono uno scenario straordinario. La gara è organizzata con un “waiting period” che va dal 1° marzo al 15 di aprile, è supportata dal Circolo Velico Marsala, dal Comune di Petrosino, oltre che naturalmente dalla Federazione Internazionale. Ho molti amici che mi stanno aiutando, tra cui Dario, Nino e Gianni. Ci aspettiamo circa 40 atleti tra cui molti giovani. È importante che ci sia questo ricambio generazionale. Mi piacerebbe che durante la gara tutti si sentissero a casa. Cercheremo di completare tutto il tabellone in una singola giornata, il format delle heat è quello internazionale. A terra tutti amici, anzi fratelli, ma in acqua ci massacriamo. Questo è il Wave.

David Ingiosi