Phan Rang, il Vietnam fuori rotta

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Tra le località ad alto tasso di vento apprezzate dai kiter di tutto il mondo, il Vietnam è un Paese che offre moltissimi spot, molti dei quali ancora tutti da esplorare. Partendo dalla celebre spiaggia di Mui Ne dove alcuni fa è cominciato il turismo degli appassionati di watersport si possono scoprire villaggi come Ke Ga o Phan Rang che tra novembre e marzo offrono onde di qualità, territori incontaminati e un’atmosfera genuina che rimane impressa nel cuore.

Quando si sente parlare di Vietnam per il kitesurf viene in mente spesso Mui Ne. Il kitesurf è approdato in Vietnam una decina di anni fa, con le prime scuole che hanno aperto appunto proprio a Mui Ne, una piccola località turistica nella costa Sud del Paese.

Rapidamente hanno aperto negli anni anche altre scuole sempre sulla stessa baia, sia per le ottime statistiche di vento, circa il 90 per cento tra i mesi di novembre e marzo, sia perché il Vietnam è un Paese accogliente e assolutamente sicuro.

Ad oggi Mui Ne è la località più famosa di tutto il Vietnam per il kitesurf e il windsurf. Questo villaggio marinaro offre una grande scelta di strutture ricettive, da guest house economiche fino a hotel 5 stelle superior, oltre naturalmente a bar e ristoranti vietnamiti, thai, indiani, italiani, etc. Anche la vita notturna può essere molto divertente.

 

Mui Ne, tempio vietnamita del wave riding

Il Vietnam è bello sopratutto per chi cerca le onde, da quelle medio piccole per imparare a usare il surf ai “templi” del waveriding con onde che possono superare facilmente i 2 metri. Tanti sono gli spot assolutamente sconosciuti alla comunità dei kiters che ogni anno visitano il Vietnam. Si tratta di quasi tutti spot da fondale sabbioso, per cui accessibili anche ai neofiti del waveriding. Uno di questi è Ke Ga, un piccolo villaggio di pescatori che si trova a circa un’ora di auto da Mui Ne. Ke Ga ha una lunga baia sabbiosa incastonata da rocce di granito rosa che nei mesi di dicembre e gennaio offre ai rider una bella onda regolare e veloce che nelle giornate top supera abbondantemente i 2 metri e quando si surfa vicino il faro e si scende giù per le pareti d’acqua fa sentire invincibili, come un dio.

I nomi dei paesi che si possono visitare durante un soggiorno in Vietnam nelle varie escursioni e downwind proposti dagli operatori locali possono essere difficili da ricordare, ma le emozioni sono indimenticabili.

La qualità del vento side-cross shore, gli spot dove si è praticamente da soli in acqua, le onde di tutte le misure e l’accoglienza e la simpatia dei vietnamiti rimane impressa nel cuore e nella memoria per tanto tanto tempo.

Il kitesurf tra le saline e le risaie di Phan Rang

Uno spot molto interessante del Vietnam è la zona di Phan Rang. Si tratta di una grande città che vive del commercio del pesce e tessile. Phan Rang si affaccia sulla baia di Nin Chu, ottima per il freestyle con venti di Nord Est (nel periodo inverno-primavera) e di Sud Est (durante l’estate).

Lasciando Phan Rang in direzione Vin Hy, dopo circa 15 chilometri passato il ponte dei pescherecci, si arriva alle grandi le saline nei cui bacini si riflettono come in uno specchio le montagne circostanti: il sale è una risorsa molto importante per l’industria del pesce essiccato.

Continuando per circa 10 chilometri, si percorre una strada circondata da campi e piccole risaie e si arriva in un piccolo paese di pescatori: la baia di Thai An. Èuna lunga baia di bianca sabbia corallina circondata dalla foresta pluviale del parco di Nui Chua. Tutta la baia è chiusa da un reef roccioso che dista da riva circa 700-800 metri, la laguna della baia è perfetta per freeride e freestyle, mentre fuori dal reef ci sono le onde.

A seconda del periodo si possono avere fuori dal reef onde destre grandi e bellissime, quasi sempre over head. Il vento è side-side off. In un unico spot è possibile divertirsi alla grande con il kite, il windsurf e il surf.

Coste incontaminate e fuori dal tempo

La zona di Phan Rang-Thai An è lontanissima dalle rotte turistiche del Vietnam classico, infatti gran parte del turismo che arriva in questa zona è per lo più locale. Quando si arriva in queste zone sembra di fare un viaggio indietro nel tempo: le donne che raccolgono, durante la bassa marea, le alghe del reef da essicare per la zuppa di pesce, il duro lavoro dei campi con gli animali e i bambini che corrono all’uscita di scuola e ci salutano sempre con un grande xin chao, che in lingua vietnamita suona un po’ come “hello my friend”.

INTERVISTA

Alessandro Ferro: Il Vietnam? Vento tutti i giorni e nightlife effervescente

– Quando e come hai scoperto il Vietnam?

Da quando ho iniziato a lavorare con la mia piccola scuola di kitesurf a Porto Botte, ho sempre fantasticato sull’avere un centro anche all’estero. Così 6 anni fa dopo la stagione estiva in Sardegna decido di partire all’estero. Tramite il portale IKO trovo tra le varie offerte di lavoro una per il Vietnam, del quale non avevo mai sentito parlare, e come si dice prendo e parto.

– Cosa ti affascina di questo Paese?

Tante sono le cose che mi hanno colpito e convinto a restare. Mi ha stupito il provare che significa il “vento tutti i giorni”. Mi ricordo che appena arrivato il Monsone iniziò a soffiare la prima settimana di novembre e il primo giorno senza vento fu a inizio di gennaio. Mi ha colpito la grande gentilezza e accoglienza dei vietnamiti, sempre sorridenti. E l’easy life style di Mui Ne, una grande comunità di kiters, istruttori e ragazzi che lavorano nei vari locali e negozi che si ritrovano qui ogni inverno.

– Che tipo di kiter può apprezzarne le potenzialità turistiche?

Il kiter che sceglie Mui Ne cerca non solo un bel vento ma anche una frizzante nightlife. Mui Ne offre diversi disco club, bar, un locale con musica dal vivo e tanti ristoranti vietnamiti, indiani, italiani, etc. Mui Ne è la città dove non ti annoi mai, c’è sempre un party. Il kiter che invece sceglie Phan Rang o un viaggio itinerante per i vari spot, è quello che vuole un pò più di avventura e scoprire ogni giorno paesaggi e stili di vita molto lontani, quasi un viaggio indietro nel tempo.

– Qual’è secondo te la formula di viaggio ideale per scoprire le sue coste?

Sicuramente la cosa più bella è fare un viaggio che copre diversi spot, non fermarsi a una sola località, e visitare Mui Ne, Ke Ga, Lagi e Phan Rang; per chi invece cerca l’estremo decisamente l’isola di Phu Quy.

– Che tipo di attrezzatura consigli di portare?

A parte Phan Rang dove c’è una laguna, il resto sono spot da onda, un pò di tutte le misure. Quindi sicuramente un surfboard e kite dal 7 alla 12. Per chi invece vuole visitare Phu Quy è meglio avere 5 e 7.

www.kitesurfvietnam.com