Dieci giorni molto speciali con Alberto Rondina

Foto e testo Roberta Pala

[dropcap type=”1″]O[/dropcap]gni volta che mi capita di andare a Porto Botte, nel Sud della Sardegna, so già che mi accoglierà una grande famiglia, quella dei ragazzi di Kite Sardegna…

Scelta come la sede per l’ultima tappa del campionato italiano di freestyle la prossima settimana, Porto Botte è un vero e proprio Paradiso per il freestyler. Condizioni da laguna brasiliana e, per un kiter, cosa chiedere di più? L’acqua è bassa, ma non estrema come in altri spot, con la direzione da NW e magari una previsione di 10 nodi, può succedere che il termico ti conceda di uscire con la 6 mq.

Ottimo anche con SE, area relax e bar, completano un set up perfetto. E poi ci sono i ragazzi di Kite Sardegna, ospitali come gli isolani sanno essere (non me ne vogliano le altre regioni “continentali”), ragazzi appassionati che hanno fatto delle emozioni di questo sport e dell’insegnamento, la loro ragione di vita.

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E vi assicuro che il percorso, in questa zona, è stato tutt’altro che semplice, tra permessi, pescatori attaccabrighe, e le immancabili invidie…

L’occasione per andare a Porto Botte è stata la settimana di camp per i giovanissimi e i test dei materiali Cabrinha 2015, con Alberto Rondina. Siamo “tornati ai vecchi tempi” come dice lui, a lavorare in acqua a stretto contatto, e mi sembrava davvero di essere stata catapultata indietro nel tempo, era tutto come sei o sette anni fa, con i suoi genitori e sua sorella, loro, davvero, la sorpresa più bella di questi giorni…

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Marco Orrù, rider Cabrinha e uno dei titolari di Kite Sardegna a Porto Botte, ha fatto come sempre gli onori di casa, mettendomi a disposizione tutto ciò di cui avessi bisogno, prestandosi per i test dei materiali, trasportandomi con la moto d’acqua sul punto perfetto per fare le foto, per non dimenticare le indimenticabili le cene all’agriturismo dove mamma Patrizia ha messo seriamente in crisi la dieta di tutti.

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Ho avuto l’onore di provare la gamma di vele Cabrinha, e ne ho apprezzato le incredibili caratteristiche e performances, non potendo usare il freestyle, mi sono innamorata della 5’8” , alla terza virata di seguito chiusa, me la sarei portata a casa all’istante!

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Alberto era anche presente per un altro motivo, il giovane vivaio di ragazzini, pronti a dar battaglia nel freestyle e arrivati a Porto Botte per un camp molto speciale. Alessio Pintus, il più giovane, con i suoi 11 anni, il local Nicola Carrus e il Matthias Lancsàr che, conosciuto Alby alla One Hour sul Garda, si è imbarcato sul primo volo per la Sardegna per un’esperienza alla quale non poteva mancare.

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Tre ragazzi motivatissimi, con una voglia di imparare e soprattutto di ascoltare, credo che sia stata qualcosa d’indimenticabile per loro. Non vi dico che bello, nella session in acqua, vedere questi giovanissimi prendere sempre più confidenza con la macchina fotografica e saltare ogni volta più vicino… e poi chiedermi: “Andava bene?” “Ho anticipato troppo lo stacco, vero?”

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Due giornate senza vento sono state l’occasione per una trasferta al Cable Park di Siliqua, uno specchio d’acqua in uno scenario quasi montano, un 2.0 per gli allenamenti, a soli 40 minuti da Porto Botte. Fabrizio “Dubbu” Dubois, proprietario del WSA Siliqua, ha manovrato per ore il cable, fino a che il sole non è sceso dietro le montagne.

Sul cable, impressionante l’undicenne Alessio Pintus, che fa di Siliqua il campo di allenamento per il campionato di wakeboard e, di sicuro, ne riceve ottime basi per i trick in acqua con il kite.

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Dopo pochi giorni dal primo raley sganciato e qualche prova, ha, infatti, chiuso raley atterrando toeside e passandosi la barra! 32 chili di energia irrefrenabile! Matthias Lancsàr, non credo di averlo visto una volta senza l’immancabile sorriso, un ragazzo che sta crescendo in fretta e comincia a fare le prime esperienze all’estero viaggiando da solo, con una voglia di imparare incontenibile e una carica di simpatia e faccia tosta che non possono non strapparti il sorriso!

Nicola, il più timido dei tre, nella prima session in acqua per le foto stava lontanissimo, quasi a temere di essere di disturbo… il secondo giorno gli chiedo di passarmi più vicino possibile e, trick dopo trick, mi ha chiuso davanti due perfetti raley to blind, la manovra che stavano provando a portare in cantiere lui e  Matthias dall’inizio del camp!

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Il vivaio dei giovanissimi riders Cabrinha si sta popolando di talenti, sicurissimi che, con un coach del calibro di Alby e i suoi preziosi consigli e video, questi ragazzi porteranno l’Italia ai vertici delle competizioni mondiali.

Sono passati tanti anni da quando sono scesa per la prima volta in acqua con Alby, e lavorare con lui è sempre speciale, ho conosciuto pochi così disponibili, professionali e soprattutto umili. È un rider di una potenza ed eleganza uniche, lo vedete negli scatti, perfezionista e sempre focalizzato sull’obiettivo, sia esso una manovra o far progredire un giovane allievo.

Ringrazio Alby, Jana, Jonny, Renza, Flavio, Lucia, Marco, e tutti i ragazzi di Kite Sardegna!

Ci si vede in acqua tra una settimana, per la tappa finale del Campionato Italiano Freestyle CKI-FIV!

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